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The Hurt Locker [2008 - 131 min.]

" La furia della battaglia provoca spesso una dipendenza mortale, perchè
la guerra è una droga
. "
La guerra che si combatte in questo film è particolarmente sporca, subdola, fatta di nemici invisibili che non esitano a far esplodere civili inermi. Ma chi cerca di contenere quell'ondata di violenza ha poco dell'eroe classico. Super-uomo e super-fragile, l'artificere William James (interpretato da un grande Jeremy Renner) appare come un incosciente in cerca di forti emozioni.  E le emozioni nel film non mancano, assortite da suspense e una certa dose di violenza.  Nonostante questo, il film è consigliabile per l'acutezza dell'analisi di certi lati della psiche maschile. L'eroe appare infatti grande sul campo di battaglia, e inconsistente nelle responsabilità famigliari.  Kathryn Bigelow, l'autrice del film, suggerisce una certa mancanza di "coraggio quotidiano" dei protagonisti, quello che permette di affrontare la routine della famiglia, aperta sulla vita, all'opposto dei campi di battaglia.  Dunque degli argomenti solidi per un dialogo con un pubblico adulto.  Persone particolarmente sensibili astenersi.
lemonde [fr] - mymovies [it] - rogerebert [en]

The Hurt Locker 
En tierra hostil
The Hurt Locker
Tödliches Kommando
Démineurs

Il tempo dei cavalli ubriachi [Zamani barayé masti asbha - 2000 - 80 min.]

Il primo lungo metraggio di Bahman Ghobadi racconta qualche giorno della vita di 5 fratelli e sorelle in un villaggio del Kurdistan, alla frontiera tra Iran e Iraq. Quando il padre salta su una mina, i lavoretti trovati qua e là diventano essenziali per sopravvivere.  Mosso dalla pietà per il fratello handicappato che ha bisogno urgente di cure, Ayoub si unisce a un gruppo di contrabbandieri per andare a vendere il mulo in Iran.  Camera d'oro a Cannes, il film è un'immersione in un mondo che ci coinvolge perchè acutamente reale.
E' stato un bel rischio proiettare questo film a un gruppo di adolescenti nel 2011. Il tema del weekend era "Aprire gli orizzonti attraverso il cinema": partendo da "Gladiator" - con l'analisi approfondita della prima sequenza - siamo passati a un documentario USA (Young at Heart) e poi a una commedia francese (Effroyables Jardins). "Il Tempo dei Cavalli Ubriachi" concludeva il weekend ed è stato seguito con molta attenzione, nonostante lo stile neorealista, la lentezza e una certa tristezza della storia.  Il dialogo che ha seguito la proiezione, essenziale ma profondo,  ha mostrato che vale la pena far scoprire delle opere di valore anche ai più giovani.  Anzi è proprio li che bisogna cominciare.