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Les Héritiers [2014 - 105']

GENIALE !   Un mese prima degli attentati di Parigi (7-9 gen. 2015 : 20 morti in tre giorni per atti terroristici) è uscito in Francia un film che può aiutarci a capire il background dei giovani che scivolano verso l'integrismo e il terrorismo.
Ma non solo. Il film infatti racconta la storia vera di un'insegnante che riesce a coinvolgere una classe molto difficile in un progetto pedagogico cha va ben oltre i loro limiti culturali.
Siamo a Créteil, periferia sud di Parigi, una tipica "banlieue" multiculturale e "agitata". Madame Gueguen (Ariane Ascaride), insegna la storia con passione e riesce a farsi rispettare anche nella classe più indisciplinata del liceo Léon Blum. Contro il parere del preside, e con stupore generale degli allievi, propone loro di partecipare a un concorso nazionale di storia per i licei di tutta la Francia. Dapprima reticenti e senza entusiasmo, i ragazzi entrano poco a poco nella logica della Shoah (l'olocausto), che è il tema del concorso dell'anno. Quella che è la rilettura e la scrittura di un momento della storia, diventa l'occasione di ripensare e "ri-orientare" la propria storia personale.
 Volgarità, violenza, dispute continue, sono il pane quotidiano degli insegnanti delle "banlieues" difficili.  Il film ci permette di entrare in quell'ambiente 100% cittadino e allo stesso tempo fuori dal mondo, almeno fuori dal mondo di tanti di noi. Ma quanta speranza in questa storia vera!  Un po' di coraggio, una base pedagogica sana, una buona dose di testardaggine: e un piccolo progetto può dare speranza a chi sembra non averne più.  Per chi legge il francese, ecco il dossier pedagocico.
Speriamo in una traduzione rapida del film in tante lingue, compreso l'italiano...


Lord of War [2005 - 122 min.]

Il film inizia con un'inquadratura del protagonista (Nicolas Cage) che si presenta dichiarando la sua aspirazione ad armare l'intera umanità. Seguono dei geniali titoli di testa: il percorso di una pallottola, dalla fabbrica in cui viene forgiata fino al ... bersaglio. Il film è poi costruito su flashback, in cui il protagonista racconta le vicende che lo hanno portato dalla natale Ucraina a New York - dove la famiglia gestisce un piccolo ristorante - ai grandi mercati delle armi, in Africa in particolare.  La “vocazione” di Yuri Orlov - così si chiama il protagonista - è nata nel ristorante paterno, dove da bambino ha assistito alla mancata esecuzione di un boss della mafia. Lì ha capito che poteva rendere un servizio all’umanità: fornire le armi per uccedersi a vicenda.  Non manca quindi il sarcasmo, ma la storia ha degli aspetti molto realisti trattando del commercio internazionale delle armi e del cinismo che lo accompagna.
Il film, di ottima fattura e avvincente come un film d’azione, può essere un’ottima occasione per una presa di coscienza su un problema che sottende tutte le guerre e che “facilità” tanti crimini quotidiani nelle nostre città "pacifiche". Dai 16 anni in su.
(scheda realizzata con il contributo di Gianluca Cavallo)
Una delle migliori fonti d’informazione sull'argomento è il SIPRI   (Stockholm International Peace Research Institute - Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma).
Sui pericoli legati alla libera circolazione delle armi vedi anche Bowling for Columbine.

wikipedia [it]  -  rogerebert [en]  -  telerama [fr]

Lord of War
El señor de la guerra
Lord of War
Lord of War - Händler des Todes
Lord of War



Dear Frankie [2004 - 102 min.]

Frankie è un ragazzino scozzese di 9 anni, sveglio e profondo.  Corrisponde per lettera con il papà marinaio, sempre in viaggio.  In realtà le lettere che Frankie riceve sono scritte da Lizzie, la mamma con cui vive e che gli ha "inventato" un papà, nascondendo la verità su quello vero, uomo instabile e violento.  La comunicazione epistolare diventa poco a poco indispensabile per madre e figlio. Frankie infatti vive chiuso in un mondo tutto suo a causa della sordità e le lettere sono per Lizzie "l'unico modo di sentire la sua voce".  Ma un giorno, si scopre che la nave "Accra" su cui sarebbe imbarcato papà, esiste davvero, e che deve arrivare nel vicino porto di Glasgow.  Frankie aspetta allora con ansia il momento di incontrare suo padre.  La mamma ricorre allora a un espediente...
Il film ci porta con delicatezza a condividere sogni, illusioni e speranze dei protagonisti, tutti molto credibili.  La loro fantasia aiuta a evitare il melodramma, trovando equilibrio e serietà per affrontare temi delicati : assenza/presenza del padre, solitudine, handicap, violenza famigliare.
Dai 14 anni in su.
filmup [it]  -  rogerebert [en]  -  film-et-culture [fr]

Dear Frankie
Mi querido Frankie
Dear Frankie
Lieber Frankie

Dear Frankie
Il trailer non esiste in italiano, sorry ...

The Angels' Share [2012 - 106 min.]

A metà strada tra commedia e dramma sociale, ecco l'ultima perla del regista inglese Ken Loach, "Premio della Giuria" al festival di Cannes 2012.  Robbie, sulla ventina, sta per diventare papà con un gran senso di responsabilità, ma il suo passato di drogato violento sembra non volerlo lasciare.  Sfugge al carcere per un pelo: il giudice gli dà una chance tramutando la pena in centinaia di ore di lavori "socialmente utili".  Grazie a un educatore, scopre che ha un talento particolare per la degustazione del whisky.  Robbie si lega allora d'amicizia con alcuni dei compagni di rieducazione - anche loro pesantemente segnati dalla vita - e con questi monta una truffa geniale.   Se l'imbroglio farà guadagnare un bel malloppo con facilità, sarà per Robbie soprattutto l'occasione di trovare un lavoro stabile e mantenere le promesse fatte alla sua compagna.
A 76 anni Ken Loach continua a concentrare la sua attenzione su quelli che la società etichetta come irrecuperabili, ma questa volta lo fa con più umore e affetto che nei film precedenti.  Una bella lezione di speranza che ci è trasmessa da attori splendidi.
Un dibattito dopo la visone del film potrà portare su vari argomenti come:
  • le ragioni della situazione di "irrecuperabile" di Robbie;
  • la pressione dell'ambiente in cui si svolgono i fatti, cercando dei paralleli con le nostre situazioni personali;
  • il ruolo dell'educatore;
  • i fattori che permettono il cambiamento di rotta di Robbie;
  • le scelte che Robbie fa per cambiare vita.
Il film è piuttosto violento e il linguaggio dei bassi fondi di Glasgow molto volgare.  Dai 16 anni in su.
lepoint [fr]
mymovies [it]
Un articolo interessante su una delle influenze culturali
di Ken Loach: Kitchen sink realism [en]

The Hunger Games [2012 - 117 min.]

Nell'ultimo decennio ci sono state varie adattazioni cinematografiche di imponenti saghe letterarie.
"The Hunger Games" le sorpassa tutte.
Questa affermazione della rivista americana Empireonline è forse esagerata, ma mostra bene l'entusiasmo con il quale una parte della critica - stanca dei mielosi Twilight - ha accolto il nuovo blockbuster per adolescenti prodotto da Hollywood.
In un futuro inquietante, sul territorio che erano una volta gli USA, un governo fascista domina dodici "distretti".  Ogni anno si organizzano dei giochi tv "live" - stile grande fratello - in cui 24 giovani (due rappresentanti per ogni distretto) devono battersi a morte, lasciando un solo vincitore. Katniss Everdeeen, adolescente-star del racconto, si offre volontaria per battersi al posto della sorellina.  Non è difficile immedesimarsi con lei: eccelente al tiro all'arco, pratica e decisa, la nostra eroina avanza con innocenza nella storia raccontata con tatto dalla scrittrice Suzanne Collins.  Vero percorso iniziatico, i "giochi" svelano a Katniss quanto siano manipolatori e spietati certi adulti, e svelano a noi pubblico un personaggio che, seppur giovane, conosce il valore delle cose e della vita in generale.  Un certo bisogno di proteggere chi le sta intorno, aggiunge un tocco di delicatezza a un'attrice che sembra essere fatta apposta per questo ruolo.  Se il film predilige l'azione e non eguaglia altre pellicole sulla manipolazione televisiva - per esempio The Truman Show - si presta però a un dialogo sulla crescita personale, la giustizia, la lealtà.  Ha inoltre il grande vantaggio di prendere l'attenzione anche di un pubblico "agitato" - come si trova in certi gruppi giovanili - pur proponendo uno spettacolo non superficiale.
Il film è di ottima fattura, con una buona dose di violenza; violenza tuttavia filmata e montata molto rapidamente, in modo da "disturbare" il meno possibile le persone più sensibili.
Dai 16 anni.

Precious [2009 - 109 min.]

Precious è una "balena" di 16 anni e 150 Kg.  Eppure, con la sua mancanza di "grazia" - assortita di ogni tipo di disgrazia che può succedere a un'adolescente - l'attrice Gabourey Sidibe riesce a creare dei momenti di cinema di una rara intensità e di una grande poesia.  In un equilibrio delicato tra la drammaticità di un'esistenza disperata, l'umore dei giovani immigrati di colore, la fotogenicità dei bassifondi di New York e i sogni naif dell'adolescenza, il regista Lee Daniels ci offre un film duro, molto duro, ma indispensabile.
Indispensabile per equilibrare la profusione di serie TV USA dell'america dei sogni.
Indispensabile per aprire gli occhi su tanta miseria morale che sta anche intorno a noi.   E come l'assistente sociale del film, porgere anche noi un'orecchio attento e senza giudizi a chi ha tanto bisogno di essere ascoltato.   E chissà quanti, come Precious, potrebbero ritrovare la voglia di vivere e di cavarsela.
"Precious" è il film più anti Hollywoodiano che io conosca, a parte forse American Movie  (che funziona, al contrario, sulla derisione).
Per la crudezza dei temi affrontati è consigliato dai 16 anni in su.

rogerebert [en]
cinopsis [fr]
mymovies [it]
alcinema [it]

Milarepa [2006-2009 - 90 min.]

Milarepa racconta le umili origini di un giovane che diventerà il santo più venerato di tutto il buddismo Tibetano. Spinto dalla madre, Milarepa si vendica di un grave torto subito, facendu uso della magia nera. Vedendo pero' la morte e la distruzione provocati dai suoi poteri, è assalito dal rimorso e si rende conto che la vendetta puo' diventare una spirale senza fine.  Prendendo coscienza delle consequenze della sua rabbia, Milarepa inizia un cammino di conversione. Immagini e musica di una grande qualità ci accompagnano nella scoperta di alcuni aspetti della cultura ancestrale del Tibet.
Il film puo' offrire uno spunto all'analisi di alcune situazioni odierne "bloccate" nella triste logica botta / risposta. Ad un livello più personale, le domande che Milarepa si pone, possono aprire un dialogo sui nostri valori più profondi e sulla logica (o mancanza di logica ...) che accompagna le nostre azioni.
dvdrama [fr]

District 9 [2009 - 110 min.]

District 9, con una trama incalzante e ben articolata, ci propone un film violento ma molto interessante.
Sud Africa, anni settanta. Alcuni alieni sbarcano sulla Terra e, malvisti dalla popolazione locale, vengono isolati in una sorta di campo profughi, il Distretto numero 9, per più di vent'anni.  Dopo varie contestazioni degli abitanti di Johannesburg per via delle continue rivolte da parte degli esseri alieni, che non accettano di essere rinchiusi nello spazio a loro riservato, il governo sudafricano decide di trasferirli in un campo profughi lontano dalla metropoli.  Durante le operazioni di "bonifica" del ghetto, l'agente Wikus van der Merwe - capo delle operazioni - contrae misteriosamente un virus che comincia a cambiare il suo DNA. Wikus diventa allora l'uomo più ricercato del mondo: è l'unica chiave per scoprire il segreto della tecnologia aliena. Solo e senza amici, c'è un solo posto in cui può nascondersi: il District 9.
Una prima chiave di lettura possibile è il "punto di vista" : iniziando come un mockumentary, con una onnipresenza della TV-avvoltoio che vuol farci vedere tutto, il film si trasforma in una vera fiction quando il protagonista, Wikus, comincia a cambiare.  Oltre poi gli evidenti paralleli con tutte le situazioni di ghettizzazione moderne, la storia può stimolare un dibattito sulla pratica dell'accoglienza nel nostro quotidiano e sulla sottile frontiera tra bene e male.  Consigliato dai 16 anni in su - persone delicate astenersi.

Gran Torino [2009 - 116 min]

Nella periferia anonima di Detroit (USA), un ex combattente della guerra di Corea sopporta male "l'invasione" degli immigrati asiatici. Facendo propri i problemi di un quartiere molto violento (armi e abilità del reduce di guerra gli saranno molto utili), Walt trasforma pian piano i pregiudizi razzisti in tolleranza, poi in benevolenza, fino a un gran finale liberatorio e redentivo. Gli argomenti per un dibattito sono numerosi e ricchi di spunti. Eccone alcuni:
  • razzismo/tolleranza
  • trasformazione personale
  • famiglia
  • rapporto con la religione
  • violenza giovanile
A partire dai 16 anni - Attenzione : scene violente.

This is England [2007 - 100 min.]

I fatti narrati sono ambientati nell'Inghilterra di 25 anni fa, ma ci avvicinano a situazioni odierne di tante metropoli. Povertà, assenza del padre e quartieri pericolosi possono far apparire le bande (gangs) come oasi nel deserto. Shaun - 12 anni - è un solitario, preso in giro a scuola, orfano di padre (morto nella guerra delle Falklands). Tornando a casa da scuola si imbatte in gruppo di skinheads i quali, inaspettatamente, lo accolgono nel loro gruppo. Shaun scopre dei modelli da imitare, con feste, ragazze e vestiti "in". Il ritorno dalla prigione di uno skinheads più anziano trasformerà l'amicizia del gruppo in incubo, fino al ritrovamento della semplicità dei 12 anni. Il film riesce a ridare, magistralmente, il sentimento di appartenenza a una gang. Si presta a un dibattito approfondito sull'influenza che giovani più grandi possono avere sugli adolescenti.
E' indispensabile preparare bene il pubblico a un film che non è per tutti, a causa sopprattutto di una scena molto violenta.

Joyeux Noël [2004 - 115 min.]

 La storia prende spunto da un fatto realmente accaduto durante la Prima Guerra Mondiale.   Due cantanti lirici si recano sul fronte tedesco la vigilia di Natale per incoraggiare le truppe con il loro canto.  Ma dopo la prima strofa di Stille Nacht, i "nemici" scozzesi rispondono con la cornamusa. Basta poco perché i soldati escano dalle trincee, accompagnati dalle truppe francesi, per incontrarsi sul terreno di guerra. Un po' di cibo, foto e ricordi danno al nemico un volto e una storia.  L'umanizzarsi del nemico grida l'assurdità della guerra e fa di questo film un inno sobrio e commovente alla pace.
mymovies [it]
rogerebert [en]
cinopsis [fr]
filmup [it]

Bowling for Columbine [2002 - 120 min.]

Il film prende spunto da un fatto di cronaca nera: nell' aprile del 1999, a Littleton nel Colorado, due studenti del liceo Columbine ammazzarono 12 compagni, un professore e se stessi. Dopo una partita di bowling, materia insegnata a scuola.
Allo stesso tempo drammatico e divertente, tragico e grottesco, scandaglia la società statunitense per cercare la causa della violenza "moderna" : la paura degli altri.
Un documentario più riuscito di molti film di azione, che riesce a tenere viva l'attenzione per due ore. Molto istruttivo e adatto a un dibattito con adolescenti e adulti.

No Man's Land [2001 - 98 min.]

“La terra di nessuno” è un film di una rara intelligenza sulla guerra e sui giochi di potere che la generano e che l'alimentano. Essa porta gli esseri umani al di là della ragione, della logica, appunto nella “terra di nessuno”. Il racconto, partendo dalla storia di due soldati di fazioni avverse intrappolati nella stessa trincea, dà un quadro molto completo anche sul funzionamento (e l'impotenza) dell'ONU e sul ruolo dei giornalisti che, come sciacalli, si nutrono dei moribondi del conflitto. Il film si presta anche a un dibattito sui nostri piccoli e grandi conflitti quotidiani e su cosa potremmo fare per superarli.