Visualizzazione post con etichetta lutto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lutto. Mostra tutti i post

Paradiso Amaro [The Descendants - 2011 - 110 min.]

Diversi critici italliani hanno parlato male di questo film, sminuendone la qualità cinematografica e l'interesse della trama.  Forse si rimane spiazzati scoprendo George Clooney su un registro molto "fine", intento a ricostruire i rapporti con le figlie che - a 10 e 16 anni - conoscono poco il padre.
La storia si svolge alle Hawaii - un luogo paradisiaco dunque - dove Matt King, avvocato affermato, si trova a "gestire" il coma della moglie al seguito di un incidente di motoscafo.  In questo paradiso, che diventa improvvisamente amaro, il protagonista accetta dei sentimenti "buoni"che nascono in lui, di cui forse non si sentiva capace, o che comunque non lo toccavano.  L'improvvisa responsabilità per le figlie (che sono quasi delle sconosciute), il dover annunciare loro il coma irreversibile della moglie, fa crescere il senso di responsabilità e risalda i legami famigliari.  Anche la scoperta che la moglie lo tradiva - con l'avventuroso incontro con l'amante - diventa occasione di aprire gli occhi sul senso della vita di coppia e del valore della fedeltà.  Da sottolineare un casting eccellente, con dei personaggi che sanno divertirci pur in un contesto drammatico.  Il film, oltre a offrire buoni spunti per il dibattito, è fatto molto bene e può essere un buon momento di relax.
Dai 14 anni.
mymovies [it]
critikat [fr]
lemonde [fr]

Departures [Okuribito - 2008 - 130 min.]

Daigo, violoncellista agli inzi della carriera, vede morire i suoi sogni quando l'orchestra in cui suona viene sciolta per motivi economici.  La vendita del violoncello e il ritorno al paese natale con la giovane moglie marcano quello che appare un gran fallimento.  Nella ricerca frettolosa di un lavoro, Daigo si lascia convincere da uno strano e distinto signore a provare un lavoro redditizio ma un po' vago.  Si ritrova così a preparare i cadaveri prima che vengano messi nella bara per l'utimo viaggio.  L'okuribito - letteralmente la persona che aiuta qualcuno che parte - è un'arte praticata in Giappone da millenni.  Daigo si mette alla scuola del suo anziano e solenne maestro e ci aiuta a entrare nell'intimità delle famiglie in lutto.  Ma quello che potrebbe essere una pratica morbosa, si rivela un'esperienza di libertà e un grande inno alla vita.  E' proprio questo uno degli aspetti geniali del film : si parla di lutto e di morte ma con una tale delicatezza e grandezza d'animo che ogni sequenza fa crescere nello spettatore la gioia di vivere.  Il film poi è così ricco che si presta a un dialogo su tanti altri argomenti.  Uno è il perdono, perchè Daigo alla fine accetta di occuparsi del padre, che aveva abbandonato la famiglia tanti anni prima.  Un'altro tema è la vocazione, anche intesa in senso "laico", come un ruolo che la vita ci assegna alle volte ben al di là delle nostre aspirazioni e dei nostri progetti.  Anche le relazioni tra i personaggi si prestano ad un'analisi approfondita : i rapporti si costruiscono durante tutto lo svolgersi del racconto grazie a piccoli gesti, attenzioni, oggetti simbolici.  Un vero antidoto a Facebook !  Non mancano l'umorismo e una grande qualità estetica, sottolineata da una colonna sonora eccellente.
Si consiglia di preparare bene il pubblico, sia per il soggetto trattato che per il ritmo lento.  Dai 16 anni in su.
(scheda realizzata con il contributo di Takako Kurosawa)
eyeforfilm [en]
paoline [it]

Reign Over Me [2007 - 124 min.]

"L'amore regni su di me"
Sulla strada asciutta e polverosa
Le notti che passiamo da soli in disparte
Ho bisogno di tornare a casa alla fresca fresca pioggia
Le notti sono calde e nere come l'inchiostro
Non riesco a dormire e disteso penso
O Dio, ho bisogno di un sorso di fresca fresca pioggia

(canzone del gruppo The Who. Parole con trad. su Pearljam)

Nel suo labirinto buio e senza uscita, Charlie, che ascolta di continuo la canzone degli Who, aspetta un sorso di pioggia fresca.  Dalla morte della moglie e delle figlie nell'attentato dell'11 settembre 2001, il suo orizzonte si è chiuso in un autismo disperato, nello sforzo di non ricordare.  Alan, un ex-compagno di università, incontra Charlie per caso e fa di tutto per aiutare l'amico.  La sua posizione sociale crea varie situazioni imbarazzanti.  Alan infatti è ormai integrato nella buona borghesia newyorkese, grazie anche al successo professionale.  Charlie è mosso dalla rabbia, l'incertezza, ma soprattutto ha perso tutti i punti di riferimento (passa giornate intere davanti alla playstation).  Il film è un'ottimo spunto per un dialogo sull'amicizia: fin dove si possono sopportare i capricci (apparenti) dell'amico?  Cosa siamo pronti a sacrificare per andare incontro sinceramente all'altro?  Il film non è per tutti.

voir.ca [fr]
wikipedia [it]
sostieni il sito: compra il DVD via questo link

Inception [2010 - 148 min.]

La complessità della trama di Inception non deve scoraggiare l'uso del film per il cineforum. Stuzzicare l'intelligenza degli spettatori può equilibrare un po' la piattezza dell'offerta cinematografica di tanti paesi.
Inception si presta innanzi tutto a parlare di ... cinema. Si puo' senz'altro partire dagli elementi più vistosi : la qualità del cast, gli effetti speciali mozzafiato, la musica. In un secondo momento il dialogo puo' essere orientato verso il montaggio : i tre livelli del subconscio in cui si penetra, con tre storie montate in parallelo, ognuna con la sua dilatazione particolare del tempo. Qui si apprezza il genio del regista!
Un terzo spunto per il dialogo puo' essere il rapporto con il nostro passato, che come uno scrigno o un buco nero, racchiude riuscite e falliment, gioie e dolori.  Meno evidente ma ben presente, è il rapporto di coppia : la libertà che il vero amore può/deve lasciare all'altro.
 rogerebert [en] wikipedia [en]
evene [fr] filmsactu [fr]
mymovies [it] cineblog [it]


L'albero [The Tree - 2010 - 100 min.]

Simona, otto anni, perde il papà di infarto.  Cerca di essere comunque felice, nonostante i contrasti con la mamma e i tre fratelli.  In questa ricerca della felicità, trova un rapporto con l'albero maestoso del giardino in cui crede sia presente il papà scomparso.  Passando dalla derisione alla complicità, anche la mamma e i fratelli cercano nel rapporto con l'albero il rapporto con il padre scomparso.  Il lutto sembra accantonato.  Sarà una tempesta a obbligare tutta la famiglia a fare una svolta decisiva.
Il film vale la pena di essere visto anche solo per le prestazioni della giovane attrice Simona. Si presta bene anche per un cineforum, con un dialogo sul nostro rapporto con le persone care scomparse e su quei momenti della vita in cui facciamo fatica a voltar pagina.

London River [2009 - 87 min.]

Il film racconta due "storie minime" in seguito agli attentati terroristici del luglio 2007 nella capitale britannica.  La signora Sommers, madre di Jane, vaga per Londra, alla ricerca della figlia. Incontra Ousmane, un musulmano dell'Africa nera che vive in Francia, anche lui alla ricerca del figlio di cui non ha notizie da anni.  Degli attori eccellenti riescono a trasmettere una profonda umanità a dei personaggi "ordinari", facendoci rivivere le loro paure, speranze, incomprensioni.  Il cammino fatto da ciascuno, proveniente da paesi, culture e religioni così diverse, puo' essere un buono spunto per un dialogo sull'apertura verso gli altri.  Il film si presta naturalmente a un dibattito sul terrorismo, e in questo senso potrebbe essere programmato dopo Paradise Now - film che mostra piuttosto il punto di vista di due terroristi.

Up [2009 - 104 min.]

Divertente, poetico, profondo, esteticamente impeccabile: cosa possiamo volere di più da un film?  In qualche minuto di introduzione, una sequenza molto poetica ci racconta la storia di Carl e Ellie, dai giochi da bambini, all'innamoramento, alla vita insieme, alla vecchiaia e alla scomparsa di Ellie. Carl sfugge poi alla triste vecchiaia solitaria prendendo il volo, dopo aver attaccato la casa a migliaia di palloncini colorati.  Andrà in Sud America, per realizzare un sogno coltivato tutta la vita con Ellie.  Un giovane scout, dei cani che parlano, un uccello rarissimo inseguito da un esploratore impazzito, fanno da contorno alla scoperta del senso della vita da parte di Carl.  La simpatia/empatia che sentiamo per i personaggi di “Up” è quella che proviamo per dei veri attori, piuttosto che per gli animali a cui la Disney e Pixar ci hanno abituato da qualche anno. Per questo anche i bambini, che magari si aspettano un film come “L'era glaciale”, possono essere aiutati a “rileggere” il film, scoprendovi una serie di situzioni collegate al nostro quotidiano.  Tanti altri argomenti saranno invece l'occasione di un dialogo con gli adulti: il posto degli anziani nella società, la vita di coppia, i sogni che possiamo realizzare  ed i sogni che restano sogni, ecc.

Still Walking [Aruitemo aruitemo - 2008 - 114 min.]

Hirokazu Koreeda filma con delicatezza e maestria l'appuntamento annuale della famiglia Yokoyama. L'assenza del figlio maggiore (morto annegato) ha irrigidito ciascuno nel proprio ruolo/personaggio, con i suoi ricordi e i suoi rimpianti. Le mogli aiutano a riannodare i fili sottili delle relazioni interpersonali per aiutare i rapporti a evolvere. Gesti quotidiani, come pelare le carote, diventano occasione per scandagliare con finezza l'animo dei protagonisti. Una delle domande che il film suscita è : "Ai figli cosa resta di ciò che i genitori hanno cercato di trasmetter loro?" Una bella fotografia per l'analisi di una famiglia giapponese di oggi, con malintesi, gioie, segreti, affetti. Adatto a un dibattito sulla famiglia in qualsiasi cultura.

Il Ritorno [Vozvrashcheniye - 2003 - 105 min.]

La vita di due adolescenti è improvvisamente sconvolta dall'arrivo del padre, che loro ricordano solo attraverso una vecchia foto. Ma sarà veramente lui? E perché è tornato dopo dodici anni?
La conoscenza reciproca tra padre e figli si fa durante un viaggio iniziatico, che mette in luce prerogative e contraddizioni della paternità.
Un Leone d'Oro a Venezia ben meritato per la grande qualità estetica.
Vedi la scheda completa.

11'09"01 [2002 - 11 x 11 min]

Undici registi di diverse nazionalità, culture, e stili espressivi, interpretano la tragedia dell’11 settembre in altrettanti cortometraggi di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma. Puo' essere un ottimo supporto per incominciare una serie di cineforum con un gruppo, aprendo alla diversità culturale. Alcuni cortometraggi sono molto marcati ideologicamente, altri un po' deliranti, si consiglia quindi di scegliere 4 o 5 autori. Per esempio:
Samira Makhmalbaf - Iran
Danis Tanovic’ - Bosnia-Herzegovina
Idrissa Ouedraogo - Burkina Faso
Sean Penn - USA
ed eventualmente
Amos Gitaï - Israele (da mostrare all'inizio)

La stanza del figlio [2001 - 99 min.]

Il dolore per la morte improvvisa di un figlio congela in un senso di « tutto finisce qui » la vita di una famiglia ordinaria di provincia. Questo film magnifico – Palma d'Oro a Cannes – ci fa rivivere con delicatezza e profondità i sentimenti di ciascuno, l'accettazione e il superamento del dolore che in un primo tempo divide, anzi devasta la famiglia. L'ultimo atto, un viaggio in macchina verso la Francia, accompagnerà la famiglia oltre il confine simbolico di un dolore da superare. Un film onesto e profondo che può essere una buona base per un dialogo sul superamento di certe tappe della vita difficili ma inevitabili.