Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post

Oscar et la dame rose [2009 - 105']

Oscar, a soli 10 anni, ha già fatto una lunga scuola di vita. Le cure per un tumore maligno in fase avanzata non sono però bastate a togliergli il sorriso. Con l’aria sveglia e adulta di chi sa cavarsela da solo, manda via i genitori dall’ospedale dov’è in cura.  Quest’ultimi hanno paura della malattia di Oscar e non sanno stare accanto a un bambino che soffre.  Entra allora in scena una donna addetta alla consegna delle pizze - tutta vestita di rosa - che si scontra con Oscar nel corridoio dell’ospedale. I due si apostrofano senza mezzi termini: nasce così un’amicizia che illuminerà gli ultimi giorni di vita del giovane malato.  Rose è estravagante, inventa delle storie alla Tim Burton, ma sa toccare Oscar nel più profondo, nel suo rapporto con Dio, invitandolo a vivere ogni giorno “come se fossero 10 anni”.  Allora la vita si riempie di colore e merita di essere vissuta bene e fino in fondo.  Eric-Emmanuel Schmitt - che è anche l’autore del romanzo omonimo - ci regala un gioiellino di film, leggero e profondo, simpatico e grave. Un ottimo spunto per parlare - tra l’altro - del modo di avvicinare e accompagnare i malati, specialmente i più gravi.
Con la speranza che il film esca un giorno anche in italiano ...

TF1 [fr]  -  moviemaze [de]  -  theskykid [en]

-
Cartas a Dios
Oscar and the Lady in Pink
Oskar und die Dame in Rosa
Oscar et la Dame Rose

Trailer in vo (francese)


La Tela Animata [Le Tableau - 2011 - 76 min.]


Un riuscito cartone animato francese, sulla creazione artistica, l'identità personale e sulla convivenza di persone di ceti sociali diversi.
Una miriade di personaggi abita un quadro dai colori vivaci, con tanto di castello, giardini, e una foresta misteriosa. Gli abitanti del quadro sono organizzati in tre "clan" : i Compiuti (Toupins) – completamente colorati, gli Incompiuti (Pafinis) - a cui manca qualche colore - e gli Schizzi ( Reufs) , personaggi appena abbozzati con qualche linea e forma grossolana. I Compiuti si ritengono superiori e maltrattano Incompiuti e Schizzi. Fa eccezione Ramo, un giovane Compiuto innamorato di Claire, ragazza dal volto pallido perchè Incompiuta. Insieme partono alla ricerca dell'autore del quadro per chiedergli di finire l'opera incompiuta. Nell'atelier del pittore fanno una serie di incontri sorprendenti. Il film non è solo molto ricco esteticamente. Affronta anche una serie di argomenti molto interessanti per un dialogo con adulti e ragazzi: dalla rappresentazione grafica di luoghi e personaggi, all'accettazione del "diverso", all'impegno per l'integrazione di chi è emarginato. Con i più grandi si potrà anche affrontare argomenti come la creazione artitistica e la libertà/responsabilità degli artisti.
Dai 10 anni in su.
lexpress [fr]
lemonde [fr]

Nat e il Segreto di Eleonora [2009 - 80 min.]

[Kérity, la maison des contes]
Il patrimonio letterario viene messo al centro della storia come tesoro da custodire e tramandare. (riflessionidalmondo)
A casa della zia, scomparsa da poco, Nat scopre una biblioteca speciale: i personaggi delle storie possono prendere vita ed uscire dai loro libri. Ma gli eroi della sua infanzia rischiano di sparire se Nat non pronuncia una frase magica che deve leggere ad alta voce.  Il problema è che Nat non ha ancora imparato a leggere...
Con un tono leggero e adatto a bambini a partire dai 6-7 anni, questo cartone animato dai disegni delicati riesce a trasmettere con poesia il valore della cultura letteraria, che a quell'età passa per le grandi favole classiche.  Si presta a un dialogo sulla vita di famiglia (p. e. con la zia che gli leggeva le favole) e sui rapporti tra fratelli e sorelle.  Infatti il rapporto di Nat con la sorella Angelica - dapprima difficile - è poi la strada per risolvere i problemi.  Nat, riuscirà a far si che le fiabe vivano ancora per far sognare i bambini.

Hugo Cabret [2011 - 125 min.]

Siamo negli anni '30. Hugo, sui dieci anni, vive da solo, nascosto nella stazione di Montparnasse a Parigi. Grandi locali e corridoi nascosti ai viaggiatori – stile officina – permettono di accedere agli orologi della stazione. Oltre a far funzionare con gran cura gli orologi, Hugo ha due occupazioni: sfuggire al gendarme della stazione - che vuol spedire tutti i bambini soli in orfanotrofio, e riparare un automa, sola eredità del padre, morto anni prima.  Attraverso varie avventure in compagnia della sua amica Isabelle, Hugo incontrerà Georges Meliès, uno dei primissimi cineasti.  E' lui che ha creato l'automa, che è programmato per disegnare una scena di un famosissimo film.
Gli argomenti per un dialogo sono molti : le ferite di Hugo, scoprire il posto che ciascuno di noi ha nel mondo, l'amicizia, la crescita nel confronto con gli adulti, la famiglia, l'importanza del racconto per immagini - il cinema essenzialmente.
Consigliato dagli 8 anni, ma molto adatto anche agli adulti.
la-croix [fr]
everyeye [it]
rogerebert [en]

Dichiarazione di guerra [2011 - 100 min.]

[La Guerre est déclarée]
Il film mi ha convinto già dal trailer: la scelta delle musiche e delle immagini, lo stile del montaggio, mi avevano dato una gran voglia di scoprire l'ultima opera di Valérie Donzelli.  Non per niente, la rivista Positif consigliava di "correre a vedere il film a occhi chiusi".  Ma vale la pena tenere gli occhi ben aperti per scoprire come la regista riesca a "trasformare il piombo della vita in oro cinematografico" (ancora Positif).  La malattia del figlio, vissuta realmente qualche anno prima, non è un soggetto strappalacrime.  Scatena piuttosto una dichiarazione di guerra: la coppia si serra i gomiti, pensa una strategia, avanza in mezzo alle difficoltà.
E' l'entusiasmo della regista che travolge tutto, compresi i canoni della narrazione cinematografica.  Le piccole e grandi invenzioni estetiche - che per momenti sembrano un fai-da-te alla buona - sono semplicemente al servizio della vita: quante volte nella vita dobbiamo arrangiarci con semplici "invenzioni" quotidiane!
I due protagonisti non si lasciano quindi abbattere dalla prova, ma accellerano la "velocità" della loro esistenza travolgendo tristezza e "buoni propositi" di parenti e amici.  Una dichiarazione d'amore vissuta in pieno come coppia, come famiglia, rivolta innanzi tutto alla vita.
Il film può essere un'ottimo spunto per un dialogo sulla vita di coppia, sulla responsabilità, su come affrontare le difficoltà grandi o piccoli che tutti incontriamo.  Dai 16 anni.
mymovies [it]
lemonde [fr]
rogerebert [en]

Miracolo a Le Havre [Le Havre - 2011 - 93 min.]


I protagonisti sono una coppia modesta, che sopravvive in un quartiere della periferia di Le Havre, grande porto del nord della Francia.  Marcel ha lasciato la letteratura per fare il lustrascarpe - per essere più vicino alla gente - almeno dice lui.  Sua moglie Arletty è una donna immigrata che, con grande dignità, tiene la casa e gestisce le poche entrate.  Il quartiere sembra fatto per questa coppia stile anni '60, con drogheria, fruttivendolo e "bistrot" che fanno volentieri credito (la solidarietà del quartiere è uno dei tanti valori del film).  Tutto sembra funzionare bene fin quando, su un registro più contemporaneo, Idrissa fugge da un container di immigrati clandestini ed è ricercato dalla polizia.  Marcel si imbatte nel giovane gabonese e decide di aiutarlo.  Dalla routine e la modestia del lustrascarpe, l'uomo si trasforma allora pian piano in un'altra persona.  La solidarietà diventa il filo conduttore del racconto, con tutta la fantasia che la vera generosità può "sbrigliare".
Miracolo a Le Havre - come parecchi film usciti nella stessa stagione - ci trasmette fede nell'umanità, generosità, energia per affrontare la vita.  E il tutto senza illusioni o sentimentalismi.
Il film si presta a un dibattito sull'immigrazione, ma soprattutto a come mettere in moto quella generosità che è nascosta in ciascuno di noi.   Dai 14 anni in su.

Le Nevi del Kilimangiaro [2011 - 107 min.]

[Les neiges du Kilimandjaro]
Siamo in una grande città (Marsiglia) in tempo di crisi.  Michel, rappresentante sindacale degli operai del porto, viene licenziato per tiraggio a sorte, insieme a una ventina di compagni.  La moglie, fedele compagna da 30 anni, sbarca il lunario con lavori a domicilio.  Per il loro anniversario di matrimonio ricevono da parenti e amici una cospicua somma di denaro e due biglietti aerei per una vacanza da sogno alle pendici del Kilimangiaro.  Ma la sera due rapinatori - che evidentemente sanno del malloppo - portano via il prezioso regalo, traumatizzando violentemente la coppia e due amici presenti in quel momento.  Michel scopre che uno dei due rapinatori è un ex-collega di lavoro, anche lui licenziato, con alle spalle una situazione famigliare catastrofica.  Nonostante il tentativo di comprensione e riconciliazione di Michel, il rapinatore - ormai in prigione - gli sputa in faccia tutta la rabbia che viene da una condizione sociale  senza alternativa.  Partendo da un'esigenza di giustizia - quindi di punizione per il malfattore - Michel, la moglie e la coppia di amici, fanno un percorso di comprensione e riconciliazione che va ben al di là della legge umana.  In bilico tra  vendetta e giustizia, responsabilità e perdono, l'impegno militante di sinistra si trasforma in un umanesimo di una rara profondità.
Ecco quindi un semplice-grande film per parlare della giustizia nel nostro quotidiano.  Da notare anche che sceneggiatura e attori sono eccellenti.
Profilo del regista Robert Guédiguian [fr]
sentieridelcinema [it]
revue-etudes [fr]
mymovies [it]
timeout [en]
critikat [fr]

Demain dès l'aube [2009 - 96 min.]

Fino a che punto possiamo immedesimarci con la vita degli altri ? Mathieu, pianista affermato, entra nel mondo dei giochi di ruolo storici per amore del fratello. Paul e compagni si inventano una seconda vita, dove le avventure dei soldati di Napoleone diventano, pericolosamente, sempre più reali. Se il racconto incomincia lento, prende pian piano un ritmo da thriller, con un filo conduttore sempre interessante e imprevedibile. Per i temi toccati (rapporto tra fratelli, sdoppiamento della personalità, malattia della madre, ecc.), e la finezza psicologica dei personaggi, il film si presta bene a un dibattito.
Dai 16 anni in su.

Il Concerto [Le Concert - 2008 - 119 min.]

Un applauso alla fine della proiezione in un multisala di Parigi è un fatto raro, ma la dice lunga sull'entusiamo degli spettatori - una folla - che sta apprezzando l'ultimo film di Radu Mihaileanu. Ed è una bella sberla alla critica onniscente francofona e anglofona (quest'ultima ha praticamente ignorato il film). D'accordo che dal punto di vista cinematografico non sia un capolavoro. Ma si esce dalla proiezione con un senso di leggerezza e di fiducia nella vita che ci vorrebbe un film cosi ogni settimana.
Dai contrasti tragici e comici della Mosca di oggi, emerge un direttore d'orchestra, un grande, deciso a prendersi una rivincita sulle umiliazioni imposte dal regime comunista.  Al dolore e alle cicatrici dell'oppressione, il regista contrappone la stravaganza e lo scherno.  Il rapporto con l'amministrazione del teatro Chatelet a Parigi, dove la "falsa" orchestra del Bolchoï deve suonare, è caricaturale al massimo.  Ma dalla derisione e la grossolanità emerge poco a poco "la somma armonia" nel rapporto tra violino e orchestra del concerto di Tchaikovsky. Armonia tra culture diverse. Ma soprattutto - e mi sembra l'aspetto geniale del film - somma armonia tra il primo violino e il direttore d'orchestra, quindi tra passato e presente, tra uomo e donna.
Sono tanti gli spunti per un dialogo dopo il film che si presta, tra l'altro, a introdurre i giovani alla musica classica.

Clean [2004 - 110 min.]

Una sera Emily fornisce una dose fatale al suo compagno Lee, “junkie” come lei. Dopo aver scontato 6 mesi di prigione, Emily decide di cambiare vita, con il desiderio pressante di recuperare il figlio, in affidamento fin da piccolo ai genitori di Lee. Le difficoltà sono molte: la mancanza di Lee, la dipendenza dalla droga, la diffidenza della gente. Albrecht – padre di Lee, un geniale Nick Nolte – si fiderà di Emily e gli permetterà, poco a poco di conoscere suo figlio Jay e di cambiare vita. Il film è un'immersione nel mondo del rock e della droga, e illustra bene le illusioni e la disperazione in cui vivono tanti giovani, ma mostrando anche un cammino di speranza molto realista. Vedi la scheda completa.

Effroyables jardins [2003 - 95 min.]

A Lucine, adolescente di un villaggio francese, non piace che suo padre Jaques, insegnante, faccia il clown in classe e alla festa del paese. Un giorno Andrè, il miglior amico di suo padre, gli svela l'origine di questo mistero. Nel 1944 il villaggio cadde sotto l'occupazione dei tedeschi e Jacques e Andrè decisero di dedicarsi a piccole e improvvisate azioni di sabotaggio contro l'occupazione nazista ma vennero catturati durante un rastrellamento. Attraverso il racconto di quei fatti Lucine scoprirà il coraggio e il senso di solidarietà nascosti dietro l'apparente umiltà del padre.
Un film denso di umanità e con bei tocchi di umore. Si presta a un dibattito, tra l'altro, sul rapporto tra responsabilità personale e collettiva.