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Demain [2015 - 118']

Questo documentario può fare lo stesso effetto di una camminata sopra i mille metri : si ritorna dall'esperienza vissuta ossigenati, spesso più ottimisti, con gli occhi e il cuore pieni di un'orizzonte vasto.
I due registi erano rimasti impressionati dalla lettura di uno studio pubblicato dalla rivista "Natura" nel 2012 (disponibile qui in inglese). Nel 2014 avevano raccolto il milione e mezzo di Euro necessari per girare un vero film su quattro continenti. Il documentario racconta le iniziative di singoli, quartieri, villaggi, città e nazioni intere per cambiare il quotidiano.  Dalla cultura biologica che, se impostata bene, produce 2 a 3 volte le quantità delle culture industriali (e senza impoverire il terreno), all'esperienza di gestione partecipativa di un villaggio indiano dove si sono superate le barriere di caste; dalle monete locali, che favoriscono la circolazione dei beni nel posto dove sono emesse, al sistema educativo finlandese, uno dei migliori al mondo. Il documentario suggerisce l'idea che ciascuno di noi può prendere l'iniziativa - seppur piccola - là dove si trova.  "Demain" evita abilmente due trappole tese a chi si avventura in questo campo : la denuncia, spesso catastrofica, di chi sa come dovrebbero andare le cose, oppure il buonismo che rimane generico e invita "la gente" a fare qualcosa.  Dai 15 anni in su, il documentario può essere un ottimo supporto per un dibattito sui 5 argomenti principali trattati :
    * alimentazione
    * energia
    * economia
    * democrazia
    * educazione.

Si presta quindi a essere visto tutto insieme, oppure "a capitoli".
Speriamo un'uscita nelle sale italiane all'autunno 2016. Per i lettori del blog di altri paesi, ecco la lista dei paesi in cui il film è uscito in sala.

Il sito ufficiale : demain-lefilm [en]  -  demain-lefilm [fr]
Altri articoli : hollywoodreporter [en]  -  lexpress [fr]

Les Héritiers [2014 - 105']

GENIALE !   Un mese prima degli attentati di Parigi (7-9 gen. 2015 : 20 morti in tre giorni per atti terroristici) è uscito in Francia un film che può aiutarci a capire il background dei giovani che scivolano verso l'integrismo e il terrorismo.
Ma non solo. Il film infatti racconta la storia vera di un'insegnante che riesce a coinvolgere una classe molto difficile in un progetto pedagogico cha va ben oltre i loro limiti culturali.
Siamo a Créteil, periferia sud di Parigi, una tipica "banlieue" multiculturale e "agitata". Madame Gueguen (Ariane Ascaride), insegna la storia con passione e riesce a farsi rispettare anche nella classe più indisciplinata del liceo Léon Blum. Contro il parere del preside, e con stupore generale degli allievi, propone loro di partecipare a un concorso nazionale di storia per i licei di tutta la Francia. Dapprima reticenti e senza entusiasmo, i ragazzi entrano poco a poco nella logica della Shoah (l'olocausto), che è il tema del concorso dell'anno. Quella che è la rilettura e la scrittura di un momento della storia, diventa l'occasione di ripensare e "ri-orientare" la propria storia personale.
 Volgarità, violenza, dispute continue, sono il pane quotidiano degli insegnanti delle "banlieues" difficili.  Il film ci permette di entrare in quell'ambiente 100% cittadino e allo stesso tempo fuori dal mondo, almeno fuori dal mondo di tanti di noi. Ma quanta speranza in questa storia vera!  Un po' di coraggio, una base pedagogica sana, una buona dose di testardaggine: e un piccolo progetto può dare speranza a chi sembra non averne più.  Per chi legge il francese, ecco il dossier pedagocico.
Speriamo in una traduzione rapida del film in tante lingue, compreso l'italiano...


Kes [1969 - 110 min.]

“Kes” è il gheppio - o falchetto - di Casper, un ragazzo minuto e sveglio che ha molta difficoltà a trovare il suo posto nel mondo.  Con il padre assente, una madre irresponsabile e un fratello maggiore che fa la legge in casa, Casper si arrangia come può per sfamarsi, tra lavoretti e piccoli furti. A scuola le cose non gli vanno meglio: soggetto delle scherno dei compagni, si rende facilmente ridicolo per via della sua spontaneità. Poi un giorno cattura un falchetto e decide di addestrarlo. La sua vita prende allora un senso, e la nuova passione rivela talenti nascosti: dalla passione per la lettura di un libro sui falchi, alla pazienza per applicare quanto “studiato”, alla capacità di esporre in classe quanto imparato nel contatto con il nuovo “amico”.
Ken Loach - qui agli inizi della sua carriera - rivela il suo grande talento di “regista dei poveri e degli sfruttati”.  In effetti le cittadine minerarie del nord dell’inghilterra degli anni ‘60 sono povere e tristi, come poveri e tristi sono i metodi del loro sistema scolastico fascista. Ma nonostante le dure prove, la luce del volto di Casper e la sua vitalità attraversano tutto il film e accompagnano a lungo lo spettatore.  Il giovane David Bradley - nel ruolo di Casper - ci regala una prima prestazione da Oscar.  Una bella riuscita per un film con un piccolo budget e una maggioranza di attori non professionisti.
Il film può aiutare preadolescenti e adolescenti a "situarsi": parlare del loro quotidiano, anche per rendersi conto quanto - almeno per tanti di noi - l'ambiente sia, nell'insieme, favorevole. Per gli adulti, l'esempio dell'insegnante "buono" può aprire un bel dialogo sui nostri metodi educativi.

movieplayer [it]  -  avoir-alire [fr]  -  rogerebert [en]

Trailer in vo (inglese)

The School of Rock [2003 - 108']

Rockettaro poco apprezzato, squattrinato, Dewey Finn riesce a farsi passare per un insegnante dalle ottime credenziali pur di riuscire a guadagnare qualcosa.  Di nascosto, prende così il posto dell'amico Ned (che lo ospita a credito da anni), nella miglior scuola della città.  Dewey, con stile e metodi piuttosto adolescenziali, cerca di "svegliare" gli allievi alle problematiche sociali attraverso … il Rock and Roll. Tanti degli allievi hanno un vero talento musicale, ma sono alquanto "costipati" nel loro modo di esprimersi, sia a causa delle buone famiglie borghesi alle loro spalle, sia a causa dei metodi della scuola. Dewey riesce a coinvolgerli in vista di un vero concerto rock, liberando i talenti musicali nascosti.  Non mancano scenette simpatiche sia con i genitori degli allievi, che con il corpo insegnante.
Il film idealizza il risveglio dei talenti dei ragazzi, con una commedia poco realista. Ma, tenendo anche conto del grande impatto che ha sui 12-16 anni, si presta bene al dialogo. Forse un tema potrebbe essere proprio quello del realismo, per poi passare alla responsabilità e alla dinamica di gruppo. La percezione che hanno i giovani dei sistemi educativi loro imposti, potrebbe essere un argomento per un dibattito tra giovani e educatori.

mymovies [it]  -  rogerebert [en]  -  abusdecine [fr]

The School of Rock
School of Rock 
School of Rock
School of Rock
Rock Academy

Vado a Scuola [Sur le chemin de l'école - 2013 - 75']

In tante parti del mondo - e particolarmente nei paesi più poveri - l'istruzione è una conquista. Il documentario "Vado a Scuola" racconta del faticoso cammino di quattro ragazzi e ragazze per raggiungere la loro scuola: a piedi, a cavallo, su una sedia a rotelle. La voglia di imparare per prepararsi a un futuro migliore li aiuta a superare ogni sorta di difficoltà.  Un aspetto interessante del film è la solidarietà che fa da contrappunto a ogni storia: che sia per accompagnare le sorelle più giovani, aiutare un'amica che ha male ai piedi, o spingere il fratello handicappato su una precaria sedia a rotelle.  Le immagini molto curate e una buona colonna sonora compensano una regia un po' artificiale, che rischia - a tratti - di trasformare il filo conduttore del film in messaggio ideologico.  Ma nell'insieme il film è molto piacevole, anche perchè ci aiuta a scoprire modi di vita molto lontani gli uni dagli altri: Kenia, Marocco, Patagonia, India. E se le quattro storie ci mostrano situazioni di grande povertà economica, il film sottolinea soprattutto la dignità di ognuno, riuscendo a trasmetterci ottimismo e voglia di vivere.  Dai 10 anni.

avoir-alire [fr]  -  cinemafrica [it]

Vado a scuola
?
On the Way to School
Auf dem Weg zur Schule
Sur le chemin de l'école



Non Uno di Meno [Yi ge dou bu neng shao - 1999 - 106']

Leone d'Oro a Venezia nel 2000, il film ci fa scoprire aspetti interessanti della Cina contemporanea.
Wei, una ragazza di 13 anni, viene ingaggiata per sostituire Gao, il maestro del poverissimo villaggio di Shuiquan, che deve assentarsi per motivi familiari. Siccome negli ultimi tempi tanti ragazzi hanno lasciato la scuola per cercare lavoro in città, Wei avrà un supplemento di 10 yuan se al ritorno del maestro non mancherà nessun allievo all'appello. La giovane maestra inesperta si trova a fronteggiare una classe di ragazzi scatenati che le rendono la vita difficile. Un giorno Zhang, l'allievo più pestifero, parte di nascoscto per una lontana città per cercare lavoro. La solidarietà della classe si attiva allora per trovare i soldi che permettono a Wei di partire alla ricerca di Zhang. Nella grande metropoli la ricerca si avvera essere piuttosto complicata. E' grazie alla testardaggine di Wei e alla collaborazione interessata della TV locale, che il fuggitivo rotroverà la strada del villaggio. A Wei, le difficoltà superate hanno insegnato nuovi metodi per trattare gli allievi.
Piste per il dialogo :
  • il ruolo della scuola nella nostra vita
  • l'autorità
  • ruolo e manipolazione della TV.
A partire dagli 11 anni.


I Wish [Kiseki - 2011 - 128 min.]

Siamo a 3/4 del film: Koichi (12 anni) e Ryu (Ryunosuke, 10 anni) stanno in piedi, schiena contro schiena, per verificare "se sono cresciuti".  I due fratelli non si vedono da sei mesi, a causa della separazione dei genitori (Koichi è rimasto con la mamma e Ryu è partito con il papà). Rimangono così per un po', dritti, "grandi", responsabili. Il dialogo porta sulla famiglia, la separazione; si assicurano che ciascuno stia vegliando bene sul genitore che gli è affidato.  I due fratelli si sono ritrovati segretamente per ottenere un miracolo, in un luogo dove per la prima volta due treni a gran velocità (i Shinkansen) dovrebbero incrociarsi, sprigionando una grande energia con degli effetti magici.  Il "miracolo" (Kiseki in giapponese) che Koichi e Ryu chiedono è la riunione della famiglia.  La forza magica sta innanzi tutto nel desiderare questa riunione, un desiderio che si tinge quasi di sacro nel film del regista Koreeda e viene infatti rispettato e sostenuto dai componenti di quell’altro “mondo” che è in grado di riconoscerlo: quello degli anziani (Appunti sul cinema giapponese contemporaneo).  Oltre al nonno, complice astuto, aiutano la "fuga" altri ragazzi (compagni di scuola), ciascuno con un desiderio nel cuore.  (La breve sequenza di immagini simboliche che rievocano i desideri dei ragazzi è uno dei grandi momenti del film).  Non importa che i desideri si realizzino o no: è la speranza che i giovani protagonisti trasmettono agli adulti e agli spettatori.  Speranza che spinge a superare una tappa della vita e quindi aiuta a crescere.
Va sottolineato che attori, sceneggiatura e montaggio sono eccellenti.
Il film si presta a parlare del senso della famiglia, del rapporto tra fratelli, del superamento di noi stessi impegnandoci in progetti al servizio della comunità.  Dai 10 anni in su.

Caterina va in città [2003 - 90 min.]

Le mosche hanno occhi per guardare dappertutto, i pesci, occhi per guardare a lato, ma gli uomini... gli uomini hanno occhi coi quali possono solo guardare avanti!   Con questa replica Caterina, ingenua adolescente provinciale, ci invita a guardare avanti in una società italiana che sembra andare alla deriva.  Anche se girato qualche anno fa, il film sembra di grande attualità.
Caterina, da un piccolo paese di provincia, si trasferisce a Roma con i genitori.  Nella capitale, il padre - un poliedrico Sergio Castellitto - fa di tutto per frequentare i "privilegiati" e sembra vivero solo per la riconoscenza sociale.  La terza media in cui Caterina si inserisce con difficotà è spaccata a metà: quelli di sinistra e gli altri di estrema destra, tutti adolescenti che si sforzano di riprodurre gli stereotipi degli adulti.  Le ideologie politiche stordiscono Caterina, che è sballottata da un gruppo all'altro, nonchè alla scoperta dei primi sentimenti amorosi.   Ma, grazie anche al suo candore, non si lascia sfiduciare.  Il progetto personale - studiare al conservatorio - portato avanti con determinazione, l'aiuta a non lasciarsi contaminare dai interessi meschini e dall'ipocrisia del mondo che la circonda. Chi ciascuno di noi sia veramente, non dipende dal gruppo sociale a cui appartiene, nonostante tutti gli sforzi che faccia per esservi accettato.  Un bel soggetto di dialogo in ogni epoca!
Dai 16 anni in su, con brevi oscenità.
mymovies [it]

Machuca [2004 - 119 min.]

"Machuca" è il cognome di Pedro, undicenne originario di una baraccopoli nella periferia di Santiago del Cile. Pedro diventa amico di Ponzalo, vicino di banco a scuola, figlio di borghesi dei quartieri ricchi. L'idea di "mescolare" le classi sociali viene da padre McEnroe, direttore della scuola privata chic della città. L'idealismo naif del religioso, che vorrebbe insegnare il rispetto reciproco ai ragazzi, si scontra con una realtà complessa. Siamo agli inizi degli anni '70 e la società cilena è in effervescenza. Il governo del presidente Salvador Allende – primo leader marxista eletto democraticamente in Sud America – incontra un'opposizione sempre più aggressiva delle classi agiate, che non esitano a scendere in piazza.  La scontro di classe è visto attraverso gli occhi dei due giovani protagonisti. Il loro incontro porta sorprese e scoperte, sia a livello sociale (le case, i vestiti, le occupazioni quotidiane) che affettivo (i primi baci con la cugina di Pedro). Il golpe del generale Pinochet e la conseguente dittatura militare avranno degli effetti drammatici su un'amicizia ancora "giovane".
Il film è molto interessante per un cineforum, sia per la sua dimensione sociale, sia per aprire un dialogo sulle scelte personali e la "costruzione" di un'amicizia duratura.
filmup [it]

Precious [2009 - 109 min.]

Precious è una "balena" di 16 anni e 150 Kg.  Eppure, con la sua mancanza di "grazia" - assortita di ogni tipo di disgrazia che può succedere a un'adolescente - l'attrice Gabourey Sidibe riesce a creare dei momenti di cinema di una rara intensità e di una grande poesia.  In un equilibrio delicato tra la drammaticità di un'esistenza disperata, l'umore dei giovani immigrati di colore, la fotogenicità dei bassifondi di New York e i sogni naif dell'adolescenza, il regista Lee Daniels ci offre un film duro, molto duro, ma indispensabile.
Indispensabile per equilibrare la profusione di serie TV USA dell'america dei sogni.
Indispensabile per aprire gli occhi su tanta miseria morale che sta anche intorno a noi.   E come l'assistente sociale del film, porgere anche noi un'orecchio attento e senza giudizi a chi ha tanto bisogno di essere ascoltato.   E chissà quanti, come Precious, potrebbero ritrovare la voglia di vivere e di cavarsela.
"Precious" è il film più anti Hollywoodiano che io conosca, a parte forse American Movie  (che funziona, al contrario, sulla derisione).
Per la crudezza dei temi affrontati è consigliato dai 16 anni in su.

rogerebert [en]
cinopsis [fr]
mymovies [it]
alcinema [it]

Rosso come il cielo [2006 - 96 min.]

" Quando siamo usciti dal cinema eravamo più grandi, più maturi, più aperti nella mente e nel cuore " [Quand on est sorti de la salle, on était plus grand, plus mature, plus ouvert dans notre tête ete dans notre coeur] Jeanne-Laure.
Questa frase, tratta dal concorso di critica cinematografica per i licei organizzata nel sud della Francia, esprime bene l'effetto che puo' avere "Rosso come il cielo" su ciascuno di noi.
Mirco perde la vista a 10 anni per un incidente ed è costretto a vivere in un istituto per non vedenti.  Grazie a un registratore a bobina, scopre il mondo del suono e la possibilità di creare storie fantastiche sviluppando talento e creatività.  Il direttore dell'istituto non approva questa esperienza innovativa ma Mirco non si rassegna e con la sua passione riesce a coinvolgere i suoi compagni.
Il film si presta a un bel dibattito su vari argomenti.  Per esempio:
  • il rapporto con i nostri sensi e l'equilibrio tra di essi;
  • lo sviluppo della fantasia, alle volte "repressa" a causa del bombardamento quotidiano delle immagini;
  • il rispetto per le persone "diverse", per esempio gli handicappati;
  • i sogni che possono orientare la nostra vita.
In ogni caso un film da non perdere.
cinefile [it]

Bowling for Columbine [2002 - 120 min.]

Il film prende spunto da un fatto di cronaca nera: nell' aprile del 1999, a Littleton nel Colorado, due studenti del liceo Columbine ammazzarono 12 compagni, un professore e se stessi. Dopo una partita di bowling, materia insegnata a scuola.
Allo stesso tempo drammatico e divertente, tragico e grottesco, scandaglia la società statunitense per cercare la causa della violenza "moderna" : la paura degli altri.
Un documentario più riuscito di molti film di azione, che riesce a tenere viva l'attenzione per due ore. Molto istruttivo e adatto a un dibattito con adolescenti e adulti.

Le avventure di Pinocchio [1971 - 128 min.]

Geppetto è un povero falegname che vive solo dopo la morte della moglie. Siccome gli manca terribilmente un figlio, decide di fabbricarsi un burattino di legno per farsi compagnia. Un vicino di casa, anche lui falegname, gli regala un pezzo di legno speciale: il burattino che ne esce è vivo. Geppetto si ritrova allora padre di Pinocchio, un burattino di legno avido di scoprire la vita. Una Fata tramuta Pinocchio in bambino promettendogli che tale resterà se si manterrà buono. Ma Pinocchio ha un carattere vivace e ribelle: dopo averne combinate di tutti i colori, per punirlo, la Fata lo fa tornare di legno. Le trasformazioni si susseguono al ritmo delle biricchinate compiute da Pinocchio. La sua infanzia sembra una collezione di atti cattivi, ma ha la costanza di ricominciare, provando e riprovando a mettersi sulla buona strada. Un grande classico della letteratura italiana.
Adatto dai 10 anni in su. Vedi la scheda completa.