Visualizzazione post con etichetta anziani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anziani. Mostra tutti i post

A spasso con Daisy [Driving Miss Daisy - 1989 - 99']

" Un vecchio negro e una vecchia ebrea che vanno a spasso in macchina insieme... adesso le ho viste proprio tutte! " esclama il poliziotto che ha appena controllato l’auto di Daisy Werthan (Jessica Tandy). La sorpresa del poliziotto razzista potrebbe essere in parte la nostra... considerando, al contrario, la banalità della storia di miss Daisy e del suo autista. Ma non lasciamoci ingannare dall'apparente semplicità della sceneggiatura e dall'anzianità della pellicola.  Quando un giorno Daisy perde il controllo e sfascia la macchina, il figlio - ricco uomo d'affari - gli trova un autista nero, anche lui di una certa età. Hoke (Morgan Freeman, ancora una volta eccellente) riuscirà a sopportare prima il rifiuto, poi le manie dell'anziana signora per lunghi anni, finchè un giorno Daisy gli confiderà: "Lei è il mio migliore amico".
A parte la ricostruzione eccellente degli USA anni '50, un'ottima regia e quattro Oscar, ciò che colpisce di più è la qualità del rapporto tra i due protagonisti: tutto un gioco di pazienza, verità dette al momento giusto, senso della misura, prudenza.
Ho la fortuna di scoprire questo film mentre preparo una serata per giovani sull'amicizia tra ragazzi e ragazze: una bella coincidenza!
Dai 16 anni.
comingsoon [it]  -  rogerebert [en]  -  wikipedia [fr]


A spasso con Daisy
Paseando A Miss Daisy
Driving Miss Daisy
Miss Daisy und ihr Chauffeur
Miss Daisy et son chauffeur

Trailer in VO (inglese)

Yaaba [1989 - 90']

Yaaba (la nonna) è il secondo lungometraggio del regista Idrissa Ouedraogo del Burkina Faso. L’africa nera che il regista di Tilai ci racconta (vedi scheda del film) praticamente non esiste più. Restano però i valori - e le contraddizioni - di popoli che hanno ancora tanto da insegnare a noi occidentali.
Yaaba - la nonna - è considerata una strega e quindi messa al bando dal villaggio.  Si tratta solo di pregiudizi (nati soprattutto da pettegolezzi), che Bila e Nopoko - i due preadolescenti protagonisti - non prendono neanche in considerazione. Partendo dalle loro osservazioni della vita quotidiana, il film ci aiuta a entrare con grande sensibilità nel quotidiano di un villaggio sperso nella savana, con le qualità e le miserie di tutte le sociatà umane.  Nessun idillio quindi per farci rimpiangere un’epoca passata, ma un sano realismo - quasi documentario - per conoscere una civiltà, alquanto lontana per alcuni dei lettori di questo blog.
Il film si presta però a parlare di tante situazioni anche vicine, e dialogare su come i pregiudizi possano falsare tutti i rapporti.
Dai 14 anni in su.

cadrage [fr]  -  nytimes [en]  -  filmselezione [it]

Yaaba (si trovano vers. con sottot. italiani in altri paesi)
Yaaba
Yaaba
Yaaba - Die Großmutter
Yaaba


Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

[Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvan - 2013 - 114']
Nella casa di riposo dove abita Allan Karlsson, si preparano i festeggiamenti per i suoi 100 anni. Ma il vecchietto è stufo di quella vita e, uscendo dalla finestra per non farsi notare, svanisce. Comincia allora una commedia ben ritmata, esilarante e grave, dove si alternano le avventure del centenario Allan, e gli eventi straordinari a cui ha partecipato quand'era più giovane. Il film gioca sul registro dell'assurdo, con dei personaggi un po' alla "Forrest Gump", ma con trovate che ricordano il mondo di certi film di Tim Burton.
Se l'aspetto commedia del film è preponderante, la pellicola offre comunque degli ottimi spunti per parlare della terza e della quarta età, con i suoi ritmi e i suoi valori.  Per i più sensibili: nonostante il tono "leggero", il film presenta qualche scena un po' violenta.

efilmcritic [en]  -  leparisien [fr]  - comingsoon [it]

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
-
The 100-Year-Old Man Who Climbed Out the Window
Der Hundertjährige, der aus dem Fenster stieg
Le Vieux qui ne voulait pas fêter son anniversaire



Pomodori Verdi Fritti [1991 - 130']

[Fried Green Tomatoes]
Evelyn accompagna il marito Ed a trovare una zia in una casa di riposo. Mentre aspetta nella sala d’attesa, incontra per caso Ninny, un’anziana vivace e vogliosa di condividere il suo avventuroso passato.  Evelyn, grassa, ossessionata dal cibo e infelice della sua vita e del suo matrimonio, rimane affascinata dal carattere dell’anziana signora e finisce per recarsi da lei tutte le volte che può per continuare ad ascoltare le vicende della sua gioventù. Ninny si apre allora con uno spassoso racconto dell’amicizia tra due ragazze piene di vita e di sete di libertà nei lontani anni ’30.  Interessante la cornice di razzismo, maschilismo, discriminazioni sociali, che ancor più sottolinea la forza di Idgie, una delle protagoniste del racconto. La sua sete di libertà e di giustizia, stimolano Evelyn a ribellarsi anche lei - nel suo piccolo - alla pigrizia e ad una vita stretta ed opprimente.
La ricerca di un luogo di libertà, da costruire e cercare intorno a sé, la sfida alle convenzioni e alle abitudini, l’amicizia vera, senza tempo, senza condizioni, raccontate su due piani narrativi differenti che si incrociano e alternano su un fondo di dolce humor e squisita ironia,  costituiscono la forza principale del film.
Un'ottima scelta per dialogare sul bisogno di cambiare le cose intorno a noi, e sulle responsabilità che sappiamo prenderci per attuarle. Dai 14 anni.  A cura di Virginia Ravera

rogerebert [en]  -  movieplayer [it]  -  wikipedia [fr]

Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del Treno
Tomates Verdes Fritos
Fried Green Tomatoes
Grüne Tomaten
Beignets de tomates vertes


I Wish [Kiseki - 2011 - 128 min.]

Siamo a 3/4 del film: Koichi (12 anni) e Ryu (Ryunosuke, 10 anni) stanno in piedi, schiena contro schiena, per verificare "se sono cresciuti".  I due fratelli non si vedono da sei mesi, a causa della separazione dei genitori (Koichi è rimasto con la mamma e Ryu è partito con il papà). Rimangono così per un po', dritti, "grandi", responsabili. Il dialogo porta sulla famiglia, la separazione; si assicurano che ciascuno stia vegliando bene sul genitore che gli è affidato.  I due fratelli si sono ritrovati segretamente per ottenere un miracolo, in un luogo dove per la prima volta due treni a gran velocità (i Shinkansen) dovrebbero incrociarsi, sprigionando una grande energia con degli effetti magici.  Il "miracolo" (Kiseki in giapponese) che Koichi e Ryu chiedono è la riunione della famiglia.  La forza magica sta innanzi tutto nel desiderare questa riunione, un desiderio che si tinge quasi di sacro nel film del regista Koreeda e viene infatti rispettato e sostenuto dai componenti di quell’altro “mondo” che è in grado di riconoscerlo: quello degli anziani (Appunti sul cinema giapponese contemporaneo).  Oltre al nonno, complice astuto, aiutano la "fuga" altri ragazzi (compagni di scuola), ciascuno con un desiderio nel cuore.  (La breve sequenza di immagini simboliche che rievocano i desideri dei ragazzi è uno dei grandi momenti del film).  Non importa che i desideri si realizzino o no: è la speranza che i giovani protagonisti trasmettono agli adulti e agli spettatori.  Speranza che spinge a superare una tappa della vita e quindi aiuta a crescere.
Va sottolineato che attori, sceneggiatura e montaggio sono eccellenti.
Il film si presta a parlare del senso della famiglia, del rapporto tra fratelli, del superamento di noi stessi impegnandoci in progetti al servizio della comunità.  Dai 10 anni in su.

L'alba del pianeta delle scimmie [2011 - 105 min.]

[Rise of the Planet of the Apes]

"Quelli che fanno le boccacce agli scimpanzé ci rivelano ciò che sono ben più di quello che dovrebbero" (Roger Ebert).   Mi aspettavo un film banalmente d'evasione, con grandi effetti speciali e zuffe hollywoodiane tra uomini e animali.  Sono rimasto piacevolmente sorpreso dall'intelligenza della trama che, pur con alcune banalità, offre ottimi spunti per un dibattito.

Un’ingegnere genetico lavora alacremente a un farmaco rivoluzionario in grado di curare il morbo di Alzheimer. I test vengono effettuati su degli scimpanzé. Dopo un pericoloso incidente lo scienziato si ritrova a dover accudire Caesar, un cucciolo a cui è stata uccisa la madre in laboratorio.  Lo scimpanzé, modificato geneticamente via la madre, è dotato di un’intelligenza vicina a quella dell'uomo e diventa molto superiore ai suoi simili. Quando l’animale viene allontanato dal suo amico, la sua fiducia negli umani decade totalmente. Diventa allora il leader per una spettacolare ribellione nei confronti della razza dominante.
Il film si presta a essere utilizzato anche con un pubblico "difficile", magari dipendente dalla cultura hollywwodiana. I temi trattati sono di grande attualità : i limiti etici della manipolazione genetica, il posto della scienza e della tecnologia nella nostra vita, l'armonia tra esseri umani e mondo animale, il rispetto della vecchiaia e della fase finale della vita umana.
sostieni il sito: compra il DVD via questo link

La Separazione [Jodaeiye Nader az Simin - 2011 - 117']

Con un approccio a tratti documentario, il film ci porta al cuore di due famiglie dell'Iran contemporaneo, una benestante e l'altra di condizioni modeste. In un intreccio complesso ma realista, il dramma della separazione della coppia protagonista si svolge sotto i nostri occhi con una logica implacabile.
Possibile ancora di salvezza sarebbe l'innocenza e la perspicacia delle giovani figlie, che mostrano l'indurimento dei cuori degli adulti e le loro contraddizioni.
Senza fronzoli, "La Separazione"  porta noi occidentali al cuore di problematiche che ci sono famigliari, ma anche lontane per le forme e i codici di comportamento.
Il ritmo è sostenuto e gli attori eccellenti: un grande cinema, vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino e di un Oscar, premi senz'altro meritati. Il film si presta molto a un dibattito sui "fondamentali" della famiglia e sulla qualità dei rapporti che riusciamo o meno a far progredire giorno per giono con quanti siamo in contatto.
LeMonde [fr]

Up [2009 - 104 min.]

Divertente, poetico, profondo, esteticamente impeccabile: cosa possiamo volere di più da un film?  In qualche minuto di introduzione, una sequenza molto poetica ci racconta la storia di Carl e Ellie, dai giochi da bambini, all'innamoramento, alla vita insieme, alla vecchiaia e alla scomparsa di Ellie. Carl sfugge poi alla triste vecchiaia solitaria prendendo il volo, dopo aver attaccato la casa a migliaia di palloncini colorati.  Andrà in Sud America, per realizzare un sogno coltivato tutta la vita con Ellie.  Un giovane scout, dei cani che parlano, un uccello rarissimo inseguito da un esploratore impazzito, fanno da contorno alla scoperta del senso della vita da parte di Carl.  La simpatia/empatia che sentiamo per i personaggi di “Up” è quella che proviamo per dei veri attori, piuttosto che per gli animali a cui la Disney e Pixar ci hanno abituato da qualche anno. Per questo anche i bambini, che magari si aspettano un film come “L'era glaciale”, possono essere aiutati a “rileggere” il film, scoprendovi una serie di situzioni collegate al nostro quotidiano.  Tanti altri argomenti saranno invece l'occasione di un dialogo con gli adulti: il posto degli anziani nella società, la vita di coppia, i sogni che possiamo realizzare  ed i sogni che restano sogni, ecc.

Gran Torino [2009 - 116 min]

Nella periferia anonima di Detroit (USA), un ex combattente della guerra di Corea sopporta male "l'invasione" degli immigrati asiatici. Facendo propri i problemi di un quartiere molto violento (armi e abilità del reduce di guerra gli saranno molto utili), Walt trasforma pian piano i pregiudizi razzisti in tolleranza, poi in benevolenza, fino a un gran finale liberatorio e redentivo. Gli argomenti per un dibattito sono numerosi e ricchi di spunti. Eccone alcuni:
  • razzismo/tolleranza
  • trasformazione personale
  • famiglia
  • rapporto con la religione
  • violenza giovanile
A partire dai 16 anni - Attenzione : scene violente.

Still Walking [Aruitemo aruitemo - 2008 - 114 min.]

Hirokazu Koreeda filma con delicatezza e maestria l'appuntamento annuale della famiglia Yokoyama. L'assenza del figlio maggiore (morto annegato) ha irrigidito ciascuno nel proprio ruolo/personaggio, con i suoi ricordi e i suoi rimpianti. Le mogli aiutano a riannodare i fili sottili delle relazioni interpersonali per aiutare i rapporti a evolvere. Gesti quotidiani, come pelare le carote, diventano occasione per scandagliare con finezza l'animo dei protagonisti. Una delle domande che il film suscita è : "Ai figli cosa resta di ciò che i genitori hanno cercato di trasmetter loro?" Una bella fotografia per l'analisi di una famiglia giapponese di oggi, con malintesi, gioie, segreti, affetti. Adatto a un dibattito sulla famiglia in qualsiasi cultura.

Viaggio alla Mecca [Le Grand Voyage - 2004 - 108']

Quando sta per passare l'esame di maturità, Reda, figlio di immigrati del Maghreb, deve accompagnare il padre alla Mecca. I 5000 km del percorso serviranno a conciliare le differenze di generazione, cultura e religione tra padre e figlio, entrambi con la testa molto dura. Per il suo primo lungo metraggio, Ismaël Ferroukhi ha fatto una scelta narrativa coraggiosa per raccontare un cammino umano e spirituale alla ricerca della propria identità. Reda ci porta a scoprire un islam tollerante grazie anche alla generosità e convivialità dei pellegrini che si incontrano per strada. Le immagini della Mecca - grandiose - appaiono in una fiction per la prima volta. Un film molto utile per capire la situazione di tanti figli d'immigrati e conoscere alcuni aspetti dell'islam.

La ragazza delle balene [Whale Rider - 2002 - 100']

Pai, una bambina Maori, è cresciuta presso i nonni. Il popolo Maori ha una tradizione che si perde nella notte dei tempi, con una leggenda "fondatrice": la storia di Paikea che raggiunse le coste della Nuova Zelanda sul dorso di una balena. Attorno a questa storia sacra il popolo conserva usi e costumi trasmessi di generazione in generazione. Koro, il nonno di Pai, è molto attaccato a queste tradizioni e si impegna a trasmetterle ai giovani maschi della comunità. Perchè per ogni generazione c’è un “cavaliere delle balene”, un maschio che diventerà il capo spirituale della comunità. Pai è la discendente diretta di Paikea e ha un forte desidero di conoscere e di far vivere quest’eredità. Si trova però esclusa dal nonno, essendo femmina. Pai dovrà sormontare tante difficoltà - tra cui la testardaggine del nonno - per affermarsi come l'ereditiera legittima di Paikea.
Se Niki Caro è stata etichettata di "regista femminista" per quest'opera multi-premiata, in realtà la sua critica della società patriarcale Maori va al di là del semplice femminismo. Infatti anche il padre di Pai, primogenito del fiero Koro, si batte per uscire da un sistema sociale chiuso. Il suo rifiuto di impersonare il capo carismatico, come vorrebbe suo padre, lo avvicina a Pai, da cui si è allontanato per il lavoro, ma anche per sfuggire a una famiglia prigioniera di una tradizione troppo rigida.
Esteticamente il film è fatto bene, con un finale stupendo e commovente. Senza dubbio un bel racconto di una vocazione che si concretizza al di là della logica della comunità di appartenenza. Può stimolare il dialogo sulle nostre scelte, in particolare sul coraggio che abbiamo o meno di rispondere alle piccole e grandi chiamate della vita.
P.S. Quattro anni dopo "La Ragazza delle Balene", Keisha Castle-Hughes (Pai) ha interpretato Maria nel film Nativity.

revisioncinema [it] - rogerebert [en] - lipmag [en] - filmdeculte [fr]

trailer in v.o. (inglese)


La ragazza delle balene
-

Whale Rider
Whale Rider
Paï, l'élue d'un peuple nouveau

11'09"01 [2002 - 11 x 11 min]

Undici registi di diverse nazionalità, culture, e stili espressivi, interpretano la tragedia dell’11 settembre in altrettanti cortometraggi di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma. Puo' essere un ottimo supporto per incominciare una serie di cineforum con un gruppo, aprendo alla diversità culturale. Alcuni cortometraggi sono molto marcati ideologicamente, altri un po' deliranti, si consiglia quindi di scegliere 4 o 5 autori. Per esempio:
Samira Makhmalbaf - Iran
Danis Tanovic’ - Bosnia-Herzegovina
Idrissa Ouedraogo - Burkina Faso
Sean Penn - USA
ed eventualmente
Amos Gitaï - Israele (da mostrare all'inizio)

Una Storia Vera [The Straight Story - 1999 - 112 min]

Tratto da un fatto realmente accaduto, il film racconta la storia dell’anziano Alvin Straight che parte per un viaggio insolito per andare a trovare il fratello, vittima di un infarto, con cui non si parlano da anni a causa di un banale litigio.
Il desiderio della riconciliazione diventa un bisogno pressante: nonostante l'età e i problemi di salute, il protagonista farà 500 km con l’unico mezzo a sua disposizione, un tosaerba a motore.  Piccoli e grandi incontri punteggiano questo road movie dandogli un particolare spessore umano.
Oltre far riflettere sulla vecchiaia e sull'unità della famiglia, il film ci fa rivivere quel cammino interiore  che il protagonista deve fare per perdonare e farsi perdonare dal fratello.

Tilai, la legge [Tilai - 1989 - 81 min.]


Saga torna al villaggio (Africa occidentale) dopo due anni di assenza e scopre che la sua fidanzata Nogma è diventata la seconda moglie di suo padre, vecchio autoritario che ha dalla sua parte la legge della tradizione. Il film ci racconta la storia di Saga e del dramma creato dal suo atteggiamento verso la legge ancestrale.
Nel villaggio ritroviamo le caratteristiche delle società africane tradizionali: poligamia, potere degli anziani, struttura patriarcale. Il villaggio è una comunità "stretta", ogni membro la fa vivere, ne partecipa e ogni evento è pubblico: questo è molto importante perchè ha un’influenza su tutti gli avvenimenti. I giovani sembrano avere un rapporto diverso con la legge: Kougri e Kuilaga, rispettivamente fratello e sorella dei protagonisti (Saga e Nogma) sono un contrappunto interessante alla vicenda. Le loro discussioni ci spingono a chiederci se la legge che il villaggio applica alla lettera sia giusta. Ma sembrerebbe che all’interno della comunità non ci sia altra scelta, si debba applicare la legge ad ogni costo, conformemente alla decisione iniziale degli anziani.
"Quell'Africa non esiste più" mi dicevano degli amici di vari paesi africani con cui ho visto il film la prima volta. Ma, continuando il dialogo, ritrovavano in loro stessi tanti dei valori e degli aspetti culturali sottolineati da "Tilai", ed erano contenti di parlarne.
Vedi la scheda completa.
neardark [it]
africine [fr]
filmref [en]
cei [it]

Le avventure di Pinocchio [1971 - 128 min.]

Geppetto è un povero falegname che vive solo dopo la morte della moglie. Siccome gli manca terribilmente un figlio, decide di fabbricarsi un burattino di legno per farsi compagnia. Un vicino di casa, anche lui falegname, gli regala un pezzo di legno speciale: il burattino che ne esce è vivo. Geppetto si ritrova allora padre di Pinocchio, un burattino di legno avido di scoprire la vita. Una Fata tramuta Pinocchio in bambino promettendogli che tale resterà se si manterrà buono. Ma Pinocchio ha un carattere vivace e ribelle: dopo averne combinate di tutti i colori, per punirlo, la Fata lo fa tornare di legno. Le trasformazioni si susseguono al ritmo delle biricchinate compiute da Pinocchio. La sua infanzia sembra una collezione di atti cattivi, ma ha la costanza di ricominciare, provando e riprovando a mettersi sulla buona strada. Un grande classico della letteratura italiana.
Adatto dai 10 anni in su. Vedi la scheda completa.