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Magnolia [1999 - 180']

Raccontando nove storie intrecciate tra loro in un solo giorno, il regista Anderson esplora in profondità le debolezze, i rancori e le speranze dei suoi personaggi. Come un fiore di magnolia sono legati tra loro a formare un microcosmo di esistenze bisognose di aiuto. Le vicende, apparentemente scollegate ma in realtà connesse, si svolgono nella città di Los Angeles. Troppo ricco per renderne conto in qualche linea, evochiamo solo il finale del film, che è un vero momento biblico - per molti un nuovo inizio.
Il destino dei personaggi prende una dimensione profetica, diventa catarsi, e anche una purificazione dai rancori del passato per ricominciare daccapo.

Se la durata del film (180 minuti) risulta eccessiva per una visione completa, è possibile dividerla in due parti.
Prima parte: dall’inizio fino a 1h14. Frank ha cominciato l’intervista con la giornalista, mostrando il lato più sicuro di sé. Contemporaneamente Stanley deve cominciare il secondo round al quiz “What Do the Kids Know?”.
Seconda parte: da 1h14 alla fine.

Un esempio di animazione: chiedere al pubblico di tracciare una mappa del film, evidenziando i collegamenti tra i personaggi. Sottolineare cosa li lega l’uno all’altro: l’amore, la parentela, l’odio, il destino...

Dai 16 anni in su con riserve, in particolare per la complessità del film.
(scheda realizzata grazie alla collaborazione  di Damiano Ravera)

filmscoop [it] - rogerebert [en] - avoir-alire [fr]

 Trailer in V.O. [en]

Re della terra selvaggia [2012 - 91']

[Beasts of the Southern Wild]
“ L'esordio cinematografico dell'appena trentenne regista Benh Zeitlin è una meraviglia per gli occhi e per il cuore. ” (ondacinema)
Se a volte anche a voi succede di sentire la coscienza un po' assopita, di avere l’impressione che la percezione degli altri sia sfuocata, ecco un film toccasana. Per circa 90 minuti viviamo con Hushpuppy - 7 anni - la sua scoperta del bayou della Louisiana, dei complicati rapporti famigliari, e l’evoluzione della sua percezione/coscienza del mondo.  Con un’intelligenza vivissima e uno sguardo puro, la bambina cerca di decifrare il suo ambiente e capire i legami che sottendono il creato.  Siamo in un percorso onirico, un intreccio di avvenimenti reali, altri immaginari, con una graduale presa  di coscienza del territorio circostante.
Hushpuppy e suo padre Wink vivono con una comunità ai confini di tutto, potremmo dire sull'orlo del mondo. Il loro rapporto è teso e amorevole, filmato con maestria da un'équipe che ha vinto la "Camera d'Or" al Fesival di Cannes.
Hushpuppy non ha nulla e ha tutto: il film può essere un'occasione di dialogo sulle nostre carenze e il nostro potenziale. Un inno alla vita da non mancare!
Gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2012, consigliato dai 14 anni.

ondacinema [it]  -  humanite [fr]  -  rogerebert [en]


Re della terra selvaggia
Bestias Del Sur Salvaje
Beasts of the Southern Wild
Beasts of the Southern Wild
Les Bêtes du sud sauvage

Interstellar [2014 - 169 min.]

La terra sta finendo le sue risorse.  Un gruppo di scienziati lancia allora un’ultima missione spaziale per cercare un nuovo pianeta abitabile oltre i limiti della nostra galassia.  Cooper, un ex pilota convertito in contadino, viene scelto per comandare la missione. Si lascia dietro lo suocero (la moglie è morta), un figlio adolescente, e Murph, una figlia sveglia come pochi e che gli è molto attaccata. Il viaggio interstellare sarà pieno di sorprese e porterà lo spettatore a scoprire un epilogo sconvolgente. E qui non diciamo di più per quelli che - speriamo in tanti - vedranno il film prossimamente.
Se il regista Nolan ci aveva meravigliato con il capolavoro di “Inception”, con “Interstellar” ci regala un altro fantastico viaggio nel tempo. In effetti il tempo - lineare, contratto, quantico, della relatività, ecc. - è uno dei temi principali del film. Ma questa volta con dei tratti più umanisti e esistenziali che in altri suoi film.  Per esempio il rapporto tra Cooper e la figlia Murph; e anche l’amore tra le persone come la motivazione per le scelte più vere, amore che arriva al sacrificio della propria vita.
A parte una colonna sonora a volte un po’ “debole” e qualche dettaglio di astrofisica un po’ “indigesto” - il film è grandioso. E geniale è l’utilizzo delle ellissi narrative, che danno alle quasi tre ore del film un ritmo incalzante, senza tempi morti. Le immagini - una più bella dell’altra - ci mostrano una meraviglia di spazio che non può che risvegliare la gratitudine per l’esistenza del cosmo... e la nostra.

mymovies [it]  -  reelviews [en]  -  parismatch [fr]

La Storia Della Principessa Splendente [2013 - 137']

[Kaguyahime no monogatari]
" Messo in scena come una sorta di acquerello d'epoca in movimento, che racconta luoghi, personaggi e storie attraverso la formidabile capacità di evocare mondi con due tratti e quattro movenze, l'ultimo film di Isao Takahata è uno spettacolo per gli occhi, le orecchie e il cuore, che rapisce dal primo minuto e immerge in un mondo a metà fra questo e quell'altro. "
(Andrea Maderna - IGN italia)
Il commento di Andrea Maderna riassume bene l'esperienza estetica che ho fatto anch'io "contemplando" la storia di Kaguya.  Si tratta di un'antichissima leggenda giapponese - una delle più famose - che racconta di una principessa che abita in cielo (sulla luna) e che ottiene il permesso di passare un periodo sulla terra. La sete di potere e la ristrettezza di vedute  degli uomini "accorcierà" l'esperienza di Kaguya. Ma non lasciamoci ingannare: nonostante la lontananza culturale, il film ci parla di tanti aspetti del nostro quotidiano, in particolare del rapporto genitori/figli. Una bella riflessione che può aiutarci a considerare i figli "dono" e non "possessione".
Il film è un po' lungo, allora forse adatto dai 12 annin in su. Con la speranza che esca anche in Italia...

critikat [fr]  -  the_telegraph [en]  -  ign [it]

La Principessa Splendente
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The tale of Princess Kaguya
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Le Conte de la princesse Kaguya

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

[Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvan - 2013 - 114']
Nella casa di riposo dove abita Allan Karlsson, si preparano i festeggiamenti per i suoi 100 anni. Ma il vecchietto è stufo di quella vita e, uscendo dalla finestra per non farsi notare, svanisce. Comincia allora una commedia ben ritmata, esilarante e grave, dove si alternano le avventure del centenario Allan, e gli eventi straordinari a cui ha partecipato quand'era più giovane. Il film gioca sul registro dell'assurdo, con dei personaggi un po' alla "Forrest Gump", ma con trovate che ricordano il mondo di certi film di Tim Burton.
Se l'aspetto commedia del film è preponderante, la pellicola offre comunque degli ottimi spunti per parlare della terza e della quarta età, con i suoi ritmi e i suoi valori.  Per i più sensibili: nonostante il tono "leggero", il film presenta qualche scena un po' violenta.

efilmcritic [en]  -  leparisien [fr]  - comingsoon [it]

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
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The 100-Year-Old Man Who Climbed Out the Window
Der Hundertjährige, der aus dem Fenster stieg
Le Vieux qui ne voulait pas fêter son anniversaire



Dolls [2002 - 114']

Kitano - conosciuto sopprattutto per i film di yakuza (i mafiosi giapponesi) - ci invita all’immersione nella cultura giapponese tradizionale, cominciando da uno spettacolo di bunraku (marionette giapponesi) il cui stile imbeve tutto il film, dai costumi, al ritmo, agli elementi drammatici.
Tre storie si intrecciano in quasi due ore: quella di Matsumoto, che dapprima abbandona la donna che ama per un matrimonio di convenienza. Ma poi ci ripensa e dedica tutta la vita al  primo amore, che intanto ha perso il senno. Per evitare di perderla di nuovo, vaga senza meta tenendola attaccata con una corda.
La seconda storia è quella di uno yakuza che da giovane ha abbandonato la ragazza che lo ama per dedicarsi con più libertà alle attività mafiose. Per tutta la sua vita la ragazza lo aspetta nel posto dove si sono lasciati, finchè il suo uomo ritorna in età avanzata.
La terza storia è quella di una pop-star che viene sfigurata da un incidente di macchina e decide di abbandonare la sua carriera per non mostrarsi più in pubblico. Il suo fan più devoto farà di tutto per riuscire ad incontrarla.
Il ritmo del film - lento per alcuni - ci permette di entrare nelle vite e nelle scelte dei personaggi, per cercare di capire un’abnegazione romantica tipica di quella cultura.  A tratti, i personaggi sembrano muoversi sul palco della vita, manipolati dal destino come marionette. La qualità dei costumi, gli scenari con il ritmo delle stagioni, la qualità degli attori e lo stile narrativo di Kitano fanno della sua opera una vera meraviglia. Se il simbolismo può essere un po’ ermetico per alcuni, il film si presta bene a dibattere sul rapporto uomo/donna e sulla fedeltà nella coppia.



Dolls
Dolls
Dolls
Takeshi Kitanos Dolls
Dolls



Oscar et la dame rose [2009 - 105']

Oscar, a soli 10 anni, ha già fatto una lunga scuola di vita. Le cure per un tumore maligno in fase avanzata non sono però bastate a togliergli il sorriso. Con l’aria sveglia e adulta di chi sa cavarsela da solo, manda via i genitori dall’ospedale dov’è in cura.  Quest’ultimi hanno paura della malattia di Oscar e non sanno stare accanto a un bambino che soffre.  Entra allora in scena una donna addetta alla consegna delle pizze - tutta vestita di rosa - che si scontra con Oscar nel corridoio dell’ospedale. I due si apostrofano senza mezzi termini: nasce così un’amicizia che illuminerà gli ultimi giorni di vita del giovane malato.  Rose è estravagante, inventa delle storie alla Tim Burton, ma sa toccare Oscar nel più profondo, nel suo rapporto con Dio, invitandolo a vivere ogni giorno “come se fossero 10 anni”.  Allora la vita si riempie di colore e merita di essere vissuta bene e fino in fondo.  Eric-Emmanuel Schmitt - che è anche l’autore del romanzo omonimo - ci regala un gioiellino di film, leggero e profondo, simpatico e grave. Un ottimo spunto per parlare - tra l’altro - del modo di avvicinare e accompagnare i malati, specialmente i più gravi.
Con la speranza che il film esca un giorno anche in italiano ...

TF1 [fr]  -  moviemaze [de]  -  theskykid [en]

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Cartas a Dios
Oscar and the Lady in Pink
Oskar und die Dame in Rosa
Oscar et la Dame Rose

Trailer in vo (francese)


Vero come la finzione [2006 - 113']

[Stranger Than Fiction]
Harold Crick (un eccellente  Will Ferrell) è un agente del fisco, uno di quei funzionari che più noioso non si può.  La sua vita ordinatissima da single viene però sconvolta un giorno in cui il suo orologio da polso decide di... cambiare ritmo. Harold comincia a sentire una voce di donna che descrive la sua vita, cioè quello che sta facendo, nei minimi dettagli.  Dopo varie ricerche si convince di essere il personaggio di un romanzo e chiede aiuto a un grande specialista della letteratura contemporanea. Questi (Dustin Hoffman) lo guida nella comprensione del genere letterario nel quale vive, fino alla scoperta della scrittrice Kay Eiffel (Emma Thompson) .  Ma purtroppo i romanzi della scrittrice finiscono sempre con la morte del personaggio principale.  Dal momento dell’incontro di Harold con la Eiffel, il film si trasforma da leggera favola hollywoodiana contemporanea in profonda riflessione sulla vita.  Da un lato si approfondisce la responsabilità dell’autore, che con la creazione artistica condiziona  il pubblico attraverso i suoi personaggi e le loro storie.  Dall’altro lato Harold che, grazie al “romanzo” della sua vita, scopre il valore della sua storia personale: quanti dettagli prima insignificanti prendono valore!
“Vero come la Finzione” è un film riuscito a tutti i livelli: dalla regia di Marc Forster (ricordo qui un’altra sua favola eccellente, Neverland) , alla performance degli attori, alla sceneggiatura tutt’altro che banale.
Si presta per un dibattito sul senso della vita, sul valore dei piccoli gesti di tutti i giorni, sul destino di ciascuno. Il film può essere anche un ottimo supporto per gli insegnanti di letteratura.
Dai 14 anni in su.
rogerebert [en]  -  cinefile [it]  -  sentieri [it]  -  filmdeculte [fr]

Vero come la finzione
???
Stranger Than Fiction
Schräger als Fiktion
L'Incroyable destin de Harold Crick




Philomena [2013 - 98 min.]

Tratto dalla storia vera "The Lost Child of Philomena Lee" scritta da Martin Sixsmith (libro uscito in Italia come "Philomena"), il film ci porta nell'Irlanda degli anni '50.  Philomena resta incinta da adolescente, una vergogna per la famiglia che la rinchiude in un convento di suore che si occupano di ragazze "depravate". Le suore approfittano della situazione per dare i bambini in adozione a ricche famiglie, strappandoli per sempre alle madri legittime.
Cinquant'anni dopo Philomena non ha dimenticato quel terribile trauma e spera ancora rintracciare il figlio. Trova aiuto in Martin, giornalista appena "scaricato" dal governo Blair, che accetta l'incarico senza molta convinzione. Ma poco a poco, tra la vecchia signora e il professionista navigato si instaura una connivenza che li porta a sormontare tante difficoltà, prima fra tutte l'omertà dell'istituzione religiosa.
Senza alcun pietismo, il film ci mostra una donna con una fede solida, lei che avrebbe tutti i motivi per non credere più, in contrapposizione alla razionalità atea del giornalista.
Quest'ultimo non capisce il senso del perdono di Philomena – che ha tanto da perdonare – e aiuta noi spettatori a scoprire una maternità che vive ben oltre il tempo e la razionalità.
Martin e Philomena si confrontano e si scontrano, ma non si tratta qui di chi abbia ragione o abbia torto. Si tratta piuttosto di un incontro che è sempre possibile quando si è capaci di andare al di là delle barriere che il pregiudizio erige tra le persone. (mymovies.it)
Per un cineforum o per il piacere personale, non perdete questo grande film, denso di umanità, con degli attori geniali e una sceneggiatura da manuale.
N.B. Scrive Caterina (Torino) dopo aver visto questo post: " Ho visto Philomena e mi pare che il tema centrale sia perdono, inteso come per-dono a sé e all’altro ". Grazie!

avoir-alire [fr] - mymovies [it] - nytimes [en] - ropeofsilicon [en]

Philomena
Philomena
Philomena
Philomena
Philomena



The Hurt Locker [2008 - 131 min.]

" La furia della battaglia provoca spesso una dipendenza mortale, perchè
la guerra è una droga
. "
La guerra che si combatte in questo film è particolarmente sporca, subdola, fatta di nemici invisibili che non esitano a far esplodere civili inermi. Ma chi cerca di contenere quell'ondata di violenza ha poco dell'eroe classico. Super-uomo e super-fragile, l'artificere William James (interpretato da un grande Jeremy Renner) appare come un incosciente in cerca di forti emozioni.  E le emozioni nel film non mancano, assortite da suspense e una certa dose di violenza.  Nonostante questo, il film è consigliabile per l'acutezza dell'analisi di certi lati della psiche maschile. L'eroe appare infatti grande sul campo di battaglia, e inconsistente nelle responsabilità famigliari.  Kathryn Bigelow, l'autrice del film, suggerisce una certa mancanza di "coraggio quotidiano" dei protagonisti, quello che permette di affrontare la routine della famiglia, aperta sulla vita, all'opposto dei campi di battaglia.  Dunque degli argomenti solidi per un dialogo con un pubblico adulto.  Persone particolarmente sensibili astenersi.
lemonde [fr] - mymovies [it] - rogerebert [en]

The Hurt Locker 
En tierra hostil
The Hurt Locker
Tödliches Kommando
Démineurs

Vita di Pi [Life of Pi - 2012 - 127 min.]


La storia di Pi Patel comincia a Pondicherry – India sud-orientale – dove cresce nello zoo gestito dal padre. Pi è un ragazzo molto sensibile ed è attirato dalle grandi religioni in cui si imbatte : cristianesimo, islam e, naturalmente, l'hinduismo, che impregna la cultura circostante e che ispira il suo sincretismo.  Lo zoo è un mondo magico, ma anche una lezione di vita, dove la "gentilezza" apparente di una tigre può avere consequenze tragiche.  Quando Pi ha circa 16 anni, la sua famiglia deve vendere lo zoo per emigrare in Canada. Partono in nave portando con loro gli animali, nella speranza di venderli a un buon prezzo in America del Nord.  Ma proprio nel bel mezzo dell'oceano la nave s'imbatte in una terribile tempesta e fa naufragio. Dopo quella tragica notte, Pi si ritrova su una scialuppa di salvataggio insieme a una zebra, una iena e la tigre chiamata Richard Parker.  Quando la tigre avrà mangiato zebra e iena, per Pi la convivenza con con l'animale più temuto dello zoo diventerà assai avventurosa ...
Adattato dal romanzo omonimo di Yann Martel, il film è più riuscito del libro.  Quest'ultimo si perde infatti in un esercizio formale negli ultimi capitoli.  Il film, oltre a mantenere il ritmo con maestria, fa un uso molto fine degli effetti speciali, che sottendono una buona parte delle immagini (il produttore non ha lesinato sui mezzi, con un investimento di 120 milioni di $US).  Nell'insieme la fotografia è magnifica.
Vita di Pi si presta a un dialogo su diversi argomenti:
  • l'ecologia;
  • il senso della vita;
  • il nostro posto nell'universo;
  • il posto del fantastico nella nostra vita;
  • la difficoltà come occasione di crescita;
  • la scoperta (o la non scoperta) di Dio nella prova.
Vita di Pi sarà apprezzato particolarmente dagli adolescenti, pur rappresentando uno spettacolo eccellente per gli adulti. Alcune scene con la tigre sono un po' violente, anche se non si vedono i dettagli delle uccisioni. Quindi consigliato dai 14 anni in su.
cineblog [it]
critikat [fr]
lemonde [fr]

Il Figlio Dell'Altra [Le Fils de l'autre - 2012 - 105 min.]

In Israele due bambini sono scambiati in culla appena nati a causa del bombardamento dell'ospedale.  L'ebreo cresce "di là dal muro", in una famiglia palestinese, mentre quello che si prepara a fare il soldato al servizio dell'esercito israeliano scopre di essere palestinese...
Joseph e Yacine devono sormontare pregiudizi millenari, accompagnati da genitori che alternano slanci d'apertura e rifiuti categorici.
La regista francese Lorraine Lévy, seppure con una punta di femminismo, riesce a parlare di drammi terribili attraverso la storia di persone comuni.  I fatti che accadono loro, piccoli ma eccezionali, descrivono meglio di tante analisi politiche l'essenza dei problemi di quella gente.
La scoperta della propria identità originaria è un colpo destinato a scombinare le carte degli affetti, dei pregiudizi e delle convinzioni, ma anche a generare inevitabili domande sul destino, sulla determinazione “naturale” e sulla libertà. (i Sentieri del Cinema).
Dai 16 anni in su.
rogerebert [en]

Stopped on Track [2011 - 95 min.]

[Halt Auf Freier Strecke]
Guardare la morte in faccia e morire con dignità: ecco i temi principali del film.  Tra documentario e fiction, il regista tedesco Andreas Dresen ci offre un'opera di un grande coraggio. Imbarazzo e disagio abitano la prima scena del film: un medico annuncia a Frank che ha un tumore al cervello che gli lascia solo qualche mese di vita.  Alla disperazione di Frank fa eco la tenerezza di moglie e figli (8 e 14 anni), che decidono di tenere papà a casa fino alla fine. Certo non mancano le tensioni, provocate dal degrado fisico e psichico del malato, e dalla mancanza di preparazione dei famigliari per una tale prova.
Sono rari i film in cui si mostra una morte che non sia violenta.  E quanto più vediamo la morte "spettacolo" sui piccoli o grandi schermi, quanto più invece tendiamo a rimuovere dalla nostra esperienza la morte reale di chi ci sta vicino (MyMovie).  La decisione di Simone (la moglie) di seguire Frank da vicino - piuttosto che di affidarlo a un ospedale - è un grande esempio di fedeltà nella coppia e di formazione dei figli: anche loro dovranno crescere mentre papà diminuisce, e imparare a guardare in faccia la morte.
Il film mostra situazioni che molte famiglie vivono nella società occidentale, con i momenti di scoraggiamento e di unità rinnovata.  Un dialogo alla fine della proiezione sarà molto utile per aiutare i più giovani ad affrontare il mistero del trapasso, oltre ad argomenti come la malattia, la vita di coppia, l'educazione.  Dai 16 anni.
critic [de]
lacroix [fr]
mymovies [it]
telegraph [en]

Cosa piove dal cielo? [Un cuento chino - 2011 - 93']

Con "Un Racconto Cinese" il regista Sebastián Borensztein realizza una spassosa favola moderna in cui humor, poesia e dramma esistenziale si articolano a meraviglia.  Roberto (il grandissimo attore Ricardo Darín), burbero ferramenta solitario sulla cinquantina, si ritrova a dover accudire un giovane cinese che non parla una parola di spagnolo.   Le situazioni comiche - a tratti surrealiste - portano a tessere un rapporto sempre più vero e profondo tra i due uomini.  E pian piano fanno venire a galla i drammi reciproci che li hanno condotti a chiudersi e indurirsi uno, a scappare dal paese natale l'altro.   Certo, si tratta di una favola, con coincidenze inspiegabili.  Ma lo scherzare sui casi della vita del film ci aiuta a riflettere seriamente sulla nostra esistenza personale e su quelle ferite - piccole a grandi - che possono irrigidire noi o qualcuno che ci sta vicino.  Un cuento chino è anche un racconto di speranza: dietro l'angolo del percorso di ciascuno può esserci l'incontro che cambierà la nostra vita.  Questo film ci può insegnare che, come ha fatto Roberto, è importante accettare che nella vita qualcosa può andare diversamente da come l'avevamo programmato.  E come sia importante restare aperti al "diverso" - in questo caso un'immigrato spaesato.   Dai 16 anni in su, con un paio di brevi scene che non sono proprio per tutti...
eyeforfilm [en]
excessif [fr]
l'unità [it]

Departures [Okuribito - 2008 - 130 min.]

Daigo, violoncellista agli inzi della carriera, vede morire i suoi sogni quando l'orchestra in cui suona viene sciolta per motivi economici.  La vendita del violoncello e il ritorno al paese natale con la giovane moglie marcano quello che appare un gran fallimento.  Nella ricerca frettolosa di un lavoro, Daigo si lascia convincere da uno strano e distinto signore a provare un lavoro redditizio ma un po' vago.  Si ritrova così a preparare i cadaveri prima che vengano messi nella bara per l'utimo viaggio.  L'okuribito - letteralmente la persona che aiuta qualcuno che parte - è un'arte praticata in Giappone da millenni.  Daigo si mette alla scuola del suo anziano e solenne maestro e ci aiuta a entrare nell'intimità delle famiglie in lutto.  Ma quello che potrebbe essere una pratica morbosa, si rivela un'esperienza di libertà e un grande inno alla vita.  E' proprio questo uno degli aspetti geniali del film : si parla di lutto e di morte ma con una tale delicatezza e grandezza d'animo che ogni sequenza fa crescere nello spettatore la gioia di vivere.  Il film poi è così ricco che si presta a un dialogo su tanti altri argomenti.  Uno è il perdono, perchè Daigo alla fine accetta di occuparsi del padre, che aveva abbandonato la famiglia tanti anni prima.  Un'altro tema è la vocazione, anche intesa in senso "laico", come un ruolo che la vita ci assegna alle volte ben al di là delle nostre aspirazioni e dei nostri progetti.  Anche le relazioni tra i personaggi si prestano ad un'analisi approfondita : i rapporti si costruiscono durante tutto lo svolgersi del racconto grazie a piccoli gesti, attenzioni, oggetti simbolici.  Un vero antidoto a Facebook !  Non mancano l'umorismo e una grande qualità estetica, sottolineata da una colonna sonora eccellente.
Si consiglia di preparare bene il pubblico, sia per il soggetto trattato che per il ritmo lento.  Dai 16 anni in su.
(scheda realizzata con il contributo di Takako Kurosawa)
eyeforfilm [en]
paoline [it]

Amazing Grace [2006 - 117 min.]

Amazing grace! How sweet the sound
That saved a wretch like me.
I once was lost,

but now am found,
Was blind but now I see.

Grazia sorprendente!  Lieta melodia
che ha salvato un miserabile come me!
Un tempo ero perduto,
ed eccomi ritrovato.
Ero cieco ma ora ci vedo.

Il famoso inno "Amazing Grace" fu composto da John Newton, mercante di schiavi convertito poi al cristianesimo.
Siamo alla fine del 18° secolo e il popolo inglese prende pian piano coscienza dell'ingiustizia della tratta degli schiavi. In particolare il deputato William Wilberforce, protagonista del film, porta avanti per anni, in parlamento, una battaglia contro la barbarie della schiavitù. Se la sua esperienza spirituale lo spingerebbe piuttosto a ritirarsi dal mondo, gli amici lo convincono che potrà servire Dio ancora meglio mettendo i suoi talenti al servizio della politica. John Newton, partendo dalla sua esperienza di ex-negriero convertito, lo incoraggia poi a liberarsi di un pietismo in fondo in fondo egoista. Il perdono, innanzi tutto di se stessi, diventa un passaggio importante per assumere le proprie paure.
Anche per chi non crede, la condotta pragmatica di William Wilberforce può essere un esempio luminoso. È la storia di un uomo che si gioca tutto, superando le proprie debolezze, per un grande progetto di giustizia sociale.  L'ascolto attento di una donna - sua futura moglie - l'amicizia sincera e tumultuosa con il primo ministro, un'associazione che si batte contro la schiavitù, danno poi corpo a una "squadra" senza la quale William Wilberforce non ce l'avrebbe fatta.   Il film si presta particolarmente a un dialogo sulle scelte personali e sull'importanza del lavoro d'equipe.
(Ha collaborato Elisabeth Ohlbock)
wikipedia [it]
cinemaout [it]

Habemus Papam [2011 - 104 min.]

Quest'anno vari film hanno affrontato argomenti seri, anche gravi, attraverso la commedia e l'ironia. Emergono in particolare delle problematiche legate alla religione : Et maintenant on va où? che tratta dei rapporti tra cristiani e musulmani, When Pigs Have Wings che tratta dei rapporti tra musulmani e ebrei. Con Habemus Papam Nanni Moretti affronta il problema del peso della responsabilità del Papa. Nientemeno!  Ma non si ferma li.  Il tema scelto diventa occasione - anzi pretesto - per scandagliare gli stati d'animo di un uomo che viene messo di fronte a un'immensa responsabilità.
Il Papa appena eletto, al momento di presentarsi alla folla radunata in piazza San Pietro, non se la sente. Ha accettato la nomina dei Cardinali chiusi in Conclave, ma è assalito dallo sgomento davanti al compito che lo attende. Si decide di far intervenire un grande psicoanalista, che non può fare un granchè visto i condizionamenti imposti dai Cardinali.   Il Papa, approfittando di un'uscita "terapeutica" dal Vaticano, scappa e vaga per Roma per alcuni giorni. Vari incontri con la gente comune amplificano tratti del carattere dell'uomo chiamato a succedere a Pietro, con una profonda presa di coscienza delle sue debolezze.
Il Papa poi (interpretato da un sempre più grande Michel Piccoli) non è un uomo che dubita della propria fede. (…) Questo Papa, dallo sguardo intenso e dal sorriso luminoso, non è un pavido ma un umile. Conosce i propri limiti e anche le proprie passioni. È da questa consapevolezza che, progressivamente, gli deriva una grande forza. (…) Il Papa di Moretti si interroga e ci interroga, laici e credenti (MyMovies).
In Italia il film ha suscitato reazioni appassionate, non sempre nello spirito del dibattito civile.  All'appello di certi cattolici un po' costipati al boicottaggio del film, Nanni Moretti ha consigliato innanzitutto andare a vederlo...  Se lo scopo del cineforum è confrontarsi con persone che hanno le idee diverse dalle nostre per crescere insieme, questo film è molto appropriato.  Una buona pellicola dunque (oltre 700 mila spettatori solo in Francia), divertente e profondo, per dialogare sulle responsabilità piccole o grandi di chi ci governa, ma anche su quelle che ciascuno di noi deve assumere ogni giorno.
lemonde [fr]

I guardiani del destino [2011 - 106 min.]

[The Adjustment Bureau] 
Questa favola moderna racconta la storia di David Norris (Matt Damon) che è destinato a diventare Senatore negli USA. L'incontro "casuale" con la ballerina Elise (Emily Blunt) - un vero colpo di fulmine - ispira la sua campagna elettorale.
Ma quella che potrebbe essere una grande storia d'amore è "disturbata" dagli interventi di "uomini grigi" - i guardiani del destino - che sembrano obbedire a un opaco presidente, vero deus ex machina, che pianifica il destino degli uomini.
I piani del presidente sono però sconvolti dalla fiducia che i due protagonisti mettono l'uno nell'altro: l'amore vero non guarda a se stesso ma è pronto a perdere tutto per l'altro.   Questo atteggiamento libera il cuore e la mente di chi si sente stretto in uno schema di vita troppo rigido e induce un cambiamento del nostro quotidiano.
La trama ricorda il magnifico romanzo Momo, con la differenza che nella storia raccontata da Michael Ende gli uomini grigi vogliono prendere qualcosa agli uomini (il loro tempo), mentre
i guardiani del destino agiscono per realizzare il bene degli uomini.
Il film - un thriller sentimentale di buona fattura - pone la domanda del destino dell'uomo come percorso predeterminato, sia nella nostra storia personale, sia dell'umanità nel suo insieme.
(Ha collaborato Elisabeth Ohlbock)
lepoint [fr]
mymovies [it]