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Il Castello Errante di Howl [2004 - 119']

[Hauru no ugoku shiro]
Aprile 2016: abbiamo in programma "il Castello errante di Howl" per una serata cineforum con un gruppo di 15-16 anni. La proiezione e il dibattito che segue sono un successo. Anche i maschietti che arricciavano il naso quando hanno sentito che si trattava di una storia d'amore, sono presi da un'opera che non lascia indifferenti.
In effetti si tratta ben più di una storia d'amore. Sophie incontra il mago Howl, un giovane troppo bello ...  Ma il primo flirt è mal visto dalla strega delle Lande Desolate, che trasforma Sophie in una vecchia decrepita. Questa fugge dalla città alla ricerca di un sortilegio che possa guarirla e si imbatte nel magico castello errante. Sophie viene accettata come donna delle pulizie nel castello, abitato da Haru, lo spirito del fuoco e da un bambino che fa da inserviente al ... mago di Howl! Questi non riconosce Sophie, ma la riscoprirà poco a poco durante il racconto.
Il film è molto ricco di idee, di colori, di trovate cinematografiche. Sottolineamo solo alcuni aspetti adatti a un dibattito:
  • il posto degli anziani e l'importanza di creare delle "passerelle" per comunicare con ogni generazione;
  • il ben e il male, che convivono in ciascuno di noi, e tra i quali dobbiamo sempre scegliere;
  • l'assurdo della guerra;
  • il valore dell'amicizia;
  • il valore della misericordia come trampolino per avanzare nella vita.
Come per altri film di Miyazaki ("La Citta Incantata", "Nausicaä", ecc.), il personaggio femminile principale "attraversa" tutto il film prendendo in mano il suo destino. Con una gran carica positiva, con coraggio e abnegazione, Sophie trasmette e un'immensa fiducia nella vita!  Dai 12 anni in su.

animeita [it]  -  critikat [fr]  -  efilmcritic [en]

Mary and Max [2009 - 92']


Fim d'animazione per adulti, adatto anche agli adolescenti.
Il primo lungo metraggio dell'Australiano Adam Elliot riesce a rendere molto bene sia la psicologia dei personaggi, sia il mondo difficile in cui vivono, grazie anche a un'attenzione meticolosa ai dettagli.  Non aspettiamoci quindi un divertente film d'animazione. Anche se il divertimento non manca (e quante risate !), si tratta innanzi tutto di una grande storia di amicizia tra due persone con profonde ferite affettive e psicologiche.
Mary - 8 anni - vive in un modesto quartiere di Melbourne, tra un padre occupato a imbalsamare uccelli (quando non è al lavoro), e una madre dedida al controllo della qualità dello sherry di tutte le marche. A Mary le ore passate davanti alla tv non bastano per digerire i brutti scherzi che le fanno subire i compagni di scuola e un giorno decide di cercare un amico. Apre una guida del telefono di New York e scrive a Max, un nome preso a caso. Anche Max - 44 anni - è marginalizzato a causa del suo carattere e a causa di alcune manie.  Nasce allora una grande amicizia, con la scoperta dei punti in comune, lo scambio di consigli, le delusioni, ecc.
Un grande pregio - e alle volte limite - del film è che i pensieri dei due amici sono riprodotti allo stato grezzo, senza la minima auto-censura. Ma se alle volte i propositi sono un po' volgari, il film non scade mai in doppi sensi ambigui. E nell'insieme dà la voglia di costruire dei rapporti che durano nel tempo.
A parte la genialità delle trovate, che contribuiscono alla riuscita di un ottimo film d'animazione,  il soggetto può aprire un bel dibattito su come ciascuno di noi pratica l'amicizia.   Dai 15 anni in su, difficile da trovare in italiano ...

eyeforfilm [en] - jeuxactu [fr] - ondacinema [it]

La lettera di Max alla fine del film

Maleficent [2014 - 97']

Cos'è l'amore vero ? Ecco il tema di fondo di questa favola antica, aggiornata al gusto di oggi, grazie anche all'utilizzo esorbitante di effetti speciali. La qualità del film è dunque innanzi tutto tecnica, e in secondo luogo nella recitazione di alcune delle attrici. Gli adulti potrebbero restare delusi per la sceneggiatura, un po' povera. Il film trova comunque il suo posto nel nostro blog perchè si presta al dialogo, in particolare con gli 11-14 anni.
Maleficent – una Angelina Jolie in forma e con trucco e costumi all'altezza – è una fata buona e vive in un regno magico, un vero paradiso terrestre. La cupidigia del sovrano del regno d'accanto, spinge un giovane ambizioso – di cui Malefica è innamorata – a tagliarle le ali per permettere l'invasione del regno che la fata difende. A causa dell'inghippo e dell'amputazione subita, Maleficent si lascia andare a sentimenti di odio e di vendetta. Getta un incantesimo su Aurora, la figlia del nuovo re – il suo ex-amante – che si attuerà per la puntura di un fuso di un arcolaio al compimento dei 16 anni della principessa. L'incantesimo potrà essere annullato solo dal bacio di qualcuno che la ama sinceramente: opzione impossibile secondo Maleficent, la quale pensa che l'amore vero non esista. Ma la fata conoscerà Aurora bambina e la vedrà crescere: la purezza e la gioia della principessa conquisteranno il cuore di Maleficent che cambierà profondamente.
Oltre alla "natura" dell'amore vero, il film si presta a dialogore sul cambiamento che si opera in Maleficent e chiederci: cosa possiamo fare noi, nella nostra vita, per cambiare i nostri sentimenti negativi in sentimenti positivi? Un altro suggerimento potrebbe essere di paragonare questo film con la favola che ne ha ispirato la sceneggiatura, cioè " La bella addormentata ".
Consigliato dagli 11 anni.  A tratti il ritmo è lento e che non mancano scene di combattimenti un po' violente.
mymovies [it]  -  gotchamovies [en]  -  critikat [fr]

Magnolia [1999 - 180']

Raccontando nove storie intrecciate tra loro in un solo giorno, il regista Anderson esplora in profondità le debolezze, i rancori e le speranze dei suoi personaggi. Come un fiore di magnolia sono legati tra loro a formare un microcosmo di esistenze bisognose di aiuto. Le vicende, apparentemente scollegate ma in realtà connesse, si svolgono nella città di Los Angeles. Troppo ricco per renderne conto in qualche linea, evochiamo solo il finale del film, che è un vero momento biblico - per molti un nuovo inizio.
Il destino dei personaggi prende una dimensione profetica, diventa catarsi, e anche una purificazione dai rancori del passato per ricominciare daccapo.

Se la durata del film (180 minuti) risulta eccessiva per una visione completa, è possibile dividerla in due parti.
Prima parte: dall’inizio fino a 1h14. Frank ha cominciato l’intervista con la giornalista, mostrando il lato più sicuro di sé. Contemporaneamente Stanley deve cominciare il secondo round al quiz “What Do the Kids Know?”.
Seconda parte: da 1h14 alla fine.

Un esempio di animazione: chiedere al pubblico di tracciare una mappa del film, evidenziando i collegamenti tra i personaggi. Sottolineare cosa li lega l’uno all’altro: l’amore, la parentela, l’odio, il destino...

Dai 16 anni in su con riserve, in particolare per la complessità del film.
(scheda realizzata grazie alla collaborazione  di Damiano Ravera)

filmscoop [it] - rogerebert [en] - avoir-alire [fr]

 Trailer in V.O. [en]

Zaytoun [2012 - 110']

Tra i tanti israeliani che credono e lavorano per la pace, il regista Eran Riklis ci propone un viaggio dietro le quinte del conflitto israelo-palestinese.
Con finezza e umore, il film Zaytoun (l’olivo) racconta l’amicizia tra un soldato israeliano catturato dai palestinesi e un dodicenne del campo avverso.
Nella prima parte del film, il punto di vista dei ragazzini palestinesi ci mostra aspetti della guerra ai quali non siamo abituati. Poi la sceneggiatura si fa più “adulta”: spinti dall’istinto di sopravvivenza, Fahed - il giovane palestinese, e Yoni - il soldato israeliano, sono costretti alla convivenza e all’aiuto reciproco.  Nasce così una amicizia, fragile come le speranze di pace di quei popoli.
Se il film può sembrare eccessivamente ottimista, e gli angoli ben smussati dei campi avversi troppo utopici, possiamo però apprezzare lo sforzo in direzione della comprensione tra popoli ostili. Non mancano le scene d’azione e il suspense, che rendono l’insieme piacevole e senza tempi morti.
Come il piccolo olivo, coltivato dal padre di Fahed con la speranza di piantarlo un giorno nella terra abbandonata per via della guerra, così questo “piccolo” film può aiutare a crescere in noi la predisposizione alla pace. Dai 14 anni.

eyeforfilm [en]  -  avoir-alire [fr]

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Zaytoun
Zaytoun - Geborene Feinde, echte Freunde
Zaytoun

Philomena [2013 - 98 min.]

Tratto dalla storia vera "The Lost Child of Philomena Lee" scritta da Martin Sixsmith (libro uscito in Italia come "Philomena"), il film ci porta nell'Irlanda degli anni '50.  Philomena resta incinta da adolescente, una vergogna per la famiglia che la rinchiude in un convento di suore che si occupano di ragazze "depravate". Le suore approfittano della situazione per dare i bambini in adozione a ricche famiglie, strappandoli per sempre alle madri legittime.
Cinquant'anni dopo Philomena non ha dimenticato quel terribile trauma e spera ancora rintracciare il figlio. Trova aiuto in Martin, giornalista appena "scaricato" dal governo Blair, che accetta l'incarico senza molta convinzione. Ma poco a poco, tra la vecchia signora e il professionista navigato si instaura una connivenza che li porta a sormontare tante difficoltà, prima fra tutte l'omertà dell'istituzione religiosa.
Senza alcun pietismo, il film ci mostra una donna con una fede solida, lei che avrebbe tutti i motivi per non credere più, in contrapposizione alla razionalità atea del giornalista.
Quest'ultimo non capisce il senso del perdono di Philomena – che ha tanto da perdonare – e aiuta noi spettatori a scoprire una maternità che vive ben oltre il tempo e la razionalità.
Martin e Philomena si confrontano e si scontrano, ma non si tratta qui di chi abbia ragione o abbia torto. Si tratta piuttosto di un incontro che è sempre possibile quando si è capaci di andare al di là delle barriere che il pregiudizio erige tra le persone. (mymovies.it)
Per un cineforum o per il piacere personale, non perdete questo grande film, denso di umanità, con degli attori geniali e una sceneggiatura da manuale.
N.B. Scrive Caterina (Torino) dopo aver visto questo post: " Ho visto Philomena e mi pare che il tema centrale sia perdono, inteso come per-dono a sé e all’altro ". Grazie!

avoir-alire [fr] - mymovies [it] - nytimes [en] - ropeofsilicon [en]

Philomena
Philomena
Philomena
Philomena
Philomena



Paradiso Amaro [The Descendants - 2011 - 110 min.]

Diversi critici italliani hanno parlato male di questo film, sminuendone la qualità cinematografica e l'interesse della trama.  Forse si rimane spiazzati scoprendo George Clooney su un registro molto "fine", intento a ricostruire i rapporti con le figlie che - a 10 e 16 anni - conoscono poco il padre.
La storia si svolge alle Hawaii - un luogo paradisiaco dunque - dove Matt King, avvocato affermato, si trova a "gestire" il coma della moglie al seguito di un incidente di motoscafo.  In questo paradiso, che diventa improvvisamente amaro, il protagonista accetta dei sentimenti "buoni"che nascono in lui, di cui forse non si sentiva capace, o che comunque non lo toccavano.  L'improvvisa responsabilità per le figlie (che sono quasi delle sconosciute), il dover annunciare loro il coma irreversibile della moglie, fa crescere il senso di responsabilità e risalda i legami famigliari.  Anche la scoperta che la moglie lo tradiva - con l'avventuroso incontro con l'amante - diventa occasione di aprire gli occhi sul senso della vita di coppia e del valore della fedeltà.  Da sottolineare un casting eccellente, con dei personaggi che sanno divertirci pur in un contesto drammatico.  Il film, oltre a offrire buoni spunti per il dibattito, è fatto molto bene e può essere un buon momento di relax.
Dai 14 anni.
mymovies [it]
critikat [fr]
lemonde [fr]

Pirati! Briganti da strapazzo [2012 - 88']

[The Pirates! Band of Misfits]
La storia è molto articolata e con numerosi colpi di scena.  Per riassumere: Capitan Pirata vuole vincere ad ogni costo il famoso concorso del "Pirata dell'anno".  Ma le sue scorribande hanno prodotto un magro bottino, anche se hanno rinforzato i legami di amicizia dei suoi filibustieri.  Facendosi passare per uno scienziato, partecipa ad un rinomato concorso di scoperte scientifiche, dove presenta l'ultimo superstite di dodo (o dronte).  A contatto con la corte e gli intrallazzi della regina Vittoria, Capitan Pirata si lascia corrompere e rischia di perdere l'amicizia della sua combriccola.
Se l'evoluzione della tecnologia fa perdere un po' del fascino dell'animazione stile Galline in fuga (Chicken Run) - realizzato dallo stesso studio inglese - da un altro lato rende i set più verosimili e con una profondità molto più ampia.  Al piacere estetico dei meravigliosi pupazzi animati, si aggiungono quindi "luoghi" come l'oceano o una Londra vittoriana che aiutano a sognare ...
Il film è molto adatto per parlare anche con i più piccoli (comunque non sotto i sei anni) dell'amicizia, della sincerità, dell'onestà, del gioco di squadra: tutti valori che il film riesce a trasmettere bene anche in mezzo alle risate.
mymovies [it]
guardian [en]
eyeforfilm [en]

Departures [Okuribito - 2008 - 130 min.]

Daigo, violoncellista agli inzi della carriera, vede morire i suoi sogni quando l'orchestra in cui suona viene sciolta per motivi economici.  La vendita del violoncello e il ritorno al paese natale con la giovane moglie marcano quello che appare un gran fallimento.  Nella ricerca frettolosa di un lavoro, Daigo si lascia convincere da uno strano e distinto signore a provare un lavoro redditizio ma un po' vago.  Si ritrova così a preparare i cadaveri prima che vengano messi nella bara per l'utimo viaggio.  L'okuribito - letteralmente la persona che aiuta qualcuno che parte - è un'arte praticata in Giappone da millenni.  Daigo si mette alla scuola del suo anziano e solenne maestro e ci aiuta a entrare nell'intimità delle famiglie in lutto.  Ma quello che potrebbe essere una pratica morbosa, si rivela un'esperienza di libertà e un grande inno alla vita.  E' proprio questo uno degli aspetti geniali del film : si parla di lutto e di morte ma con una tale delicatezza e grandezza d'animo che ogni sequenza fa crescere nello spettatore la gioia di vivere.  Il film poi è così ricco che si presta a un dialogo su tanti altri argomenti.  Uno è il perdono, perchè Daigo alla fine accetta di occuparsi del padre, che aveva abbandonato la famiglia tanti anni prima.  Un'altro tema è la vocazione, anche intesa in senso "laico", come un ruolo che la vita ci assegna alle volte ben al di là delle nostre aspirazioni e dei nostri progetti.  Anche le relazioni tra i personaggi si prestano ad un'analisi approfondita : i rapporti si costruiscono durante tutto lo svolgersi del racconto grazie a piccoli gesti, attenzioni, oggetti simbolici.  Un vero antidoto a Facebook !  Non mancano l'umorismo e una grande qualità estetica, sottolineata da una colonna sonora eccellente.
Si consiglia di preparare bene il pubblico, sia per il soggetto trattato che per il ritmo lento.  Dai 16 anni in su.
(scheda realizzata con il contributo di Takako Kurosawa)
eyeforfilm [en]
paoline [it]

Le Nevi del Kilimangiaro [2011 - 107 min.]

[Les neiges du Kilimandjaro]
Siamo in una grande città (Marsiglia) in tempo di crisi.  Michel, rappresentante sindacale degli operai del porto, viene licenziato per tiraggio a sorte, insieme a una ventina di compagni.  La moglie, fedele compagna da 30 anni, sbarca il lunario con lavori a domicilio.  Per il loro anniversario di matrimonio ricevono da parenti e amici una cospicua somma di denaro e due biglietti aerei per una vacanza da sogno alle pendici del Kilimangiaro.  Ma la sera due rapinatori - che evidentemente sanno del malloppo - portano via il prezioso regalo, traumatizzando violentemente la coppia e due amici presenti in quel momento.  Michel scopre che uno dei due rapinatori è un ex-collega di lavoro, anche lui licenziato, con alle spalle una situazione famigliare catastrofica.  Nonostante il tentativo di comprensione e riconciliazione di Michel, il rapinatore - ormai in prigione - gli sputa in faccia tutta la rabbia che viene da una condizione sociale  senza alternativa.  Partendo da un'esigenza di giustizia - quindi di punizione per il malfattore - Michel, la moglie e la coppia di amici, fanno un percorso di comprensione e riconciliazione che va ben al di là della legge umana.  In bilico tra  vendetta e giustizia, responsabilità e perdono, l'impegno militante di sinistra si trasforma in un umanesimo di una rara profondità.
Ecco quindi un semplice-grande film per parlare della giustizia nel nostro quotidiano.  Da notare anche che sceneggiatura e attori sono eccellenti.
Profilo del regista Robert Guédiguian [fr]
sentieridelcinema [it]
revue-etudes [fr]
mymovies [it]
timeout [en]
critikat [fr]

This Must be the Place [2011 - 118 min.]

Cheyenne (Sean Penn) ha lasciato la scena rock da vent'anni, dopo che le sue canzoni hanno ispirato il suicidio di due adolescenti. Sempre sull'orlo della depressione, la star irlandese invecchia nella noia più nera, trascinandosi dalla dimora di lusso a un centro commerciale dei più banali, all'ufficio del broker che gestisce il suo portafoglio in borsa.  La pazienza e la vivacità della moglie non bastano a scuoterlo dal torpore.   Poi arriva la notizia della morte imminente del padre che vive a New York, e con il quale Cheyenne ha tagliato tutti i ponti da almeno 30 anni. Il funerale è l'occasione di ritrovare le sue radici ebree e la scoperta dell'ossessione con cui il padre aveva cercato un criminale nazista per tanti anni.  Il viaggio iniziatico attraverso gli USA per completare l'opera del padre diventa allora occasione per riconciliarsi – almeno interiormente – con la figura paterna.  Questa riconciliazione fa cadere la maschera della rock star, che ritorna a Dublino trasformato e pronto ad affrontare la realtà con uno sguardo positivo. 
"Mi piaceva l'idea di girare un romanzo sulla formazione di un uomo di 50 anni: veder progredire un bambino di 50 anni che, alla fine del film, diventa veramente un uomo" (intervista del regista Paolo Sorrentino in Positif).
Di una grande qualità cinematografica, l'itinerario di quest'uomo depresso, che cresce e ritrova il senso della vita penetrando il mistero del dramma paterno, ha un'estetica peculiare, che ha lasciato alcuni critici perplessi. Tra meditazione e humor, Cheyenne è un poeta che gli adolescenti apprezzeranno in modo particolare.  Per il tono del racconto e la colonna sonora eccellente (David Byrne dei Talking Heads è presente con un pezzo magnifico), il film sarà una buona base di discussione con i giovani.
mymovies [it]


Invictus [2009 - 133 min. ]

Come dare il meglio di noi stessi agli altri?
Nello sforzo, nella tensione a "sorpassarsi": ecco la grande lezione di Invictus.  Il film - un altro capolavoro di Clint Esatwood -  fa un parallelo magistrale tra il superamento morale di se - il perdono incondizionato di chi ti ha tenuto in prigione ingiustamente per anni - ed il superamento fisico di se, cercare cioè di vincere delle partite di rugby che tutti i pronostici danno per perse.
Nel 1994 Nelson Mandela diventa presidente del Sud Africa, dopo aver passato 27 anni in prigione.   Si trova ad affrontare dei problemi giganteschi e la sua situazione è delicata: deve equilibrare le aspirazioni dei neri con le paure dei bianchi.  Le finali della coppa del mondo di rugby del 1995 hanno luogo in Sud Africa. Mandela coglie l'occasione per fare degli "Springboks" - la squadra nazionale - un simbolo dell'unità della nazione.
Un eccellente Morgan Freeman riesce a rendere a meraviglia la saggezza e la statura morale di Mandela.
Un film per tutti, da non perdere.

Milarepa [2006-2009 - 90 min.]

Milarepa racconta le umili origini di un giovane che diventerà il santo più venerato di tutto il buddismo Tibetano. Spinto dalla madre, Milarepa si vendica di un grave torto subito, facendu uso della magia nera. Vedendo pero' la morte e la distruzione provocati dai suoi poteri, è assalito dal rimorso e si rende conto che la vendetta puo' diventare una spirale senza fine.  Prendendo coscienza delle consequenze della sua rabbia, Milarepa inizia un cammino di conversione. Immagini e musica di una grande qualità ci accompagnano nella scoperta di alcuni aspetti della cultura ancestrale del Tibet.
Il film puo' offrire uno spunto all'analisi di alcune situazioni odierne "bloccate" nella triste logica botta / risposta. Ad un livello più personale, le domande che Milarepa si pone, possono aprire un dialogo sui nostri valori più profondi e sulla logica (o mancanza di logica ...) che accompagna le nostre azioni.
dvdrama [fr]

Gran Torino [2009 - 116 min]

Nella periferia anonima di Detroit (USA), un ex combattente della guerra di Corea sopporta male "l'invasione" degli immigrati asiatici. Facendo propri i problemi di un quartiere molto violento (armi e abilità del reduce di guerra gli saranno molto utili), Walt trasforma pian piano i pregiudizi razzisti in tolleranza, poi in benevolenza, fino a un gran finale liberatorio e redentivo. Gli argomenti per un dibattito sono numerosi e ricchi di spunti. Eccone alcuni:
  • razzismo/tolleranza
  • trasformazione personale
  • famiglia
  • rapporto con la religione
  • violenza giovanile
A partire dai 16 anni - Attenzione : scene violente.

Non è mai troppo tardi [ The Bucket List ]

[anno 2007 - 97 min.]
Un riccone single (Nicholson) e un modesto garagista nero (Freeman) si incontrano in una stanza d'ospedale, entrambi con un tumore maligno ben avanzato.  Decidono di realizzare insieme qualche sogno nei pochi mesi che rimangono loro da vivere.
Anche se la pellicola ha alti e bassi e la storia è prevedibile, la visione resta comunque piacevole e si presta ad un dialogo.  Freeman aiuta infatti Nicholson a riscoprire il senso della vita, in particolare il suo contributo alla gioia degli altri.  Per chi le sa cogliere, le domande che il film ci pone sono esistenziali, al di là di alcune immagini un po' leccate.
Una commedia americana semplice, che potrebbe costituire una iniziazione al cineforum per persone abituate agli stereotipi hollywoodiani.

Joyeux Noël [2004 - 115 min.]

 La storia prende spunto da un fatto realmente accaduto durante la Prima Guerra Mondiale.   Due cantanti lirici si recano sul fronte tedesco la vigilia di Natale per incoraggiare le truppe con il loro canto.  Ma dopo la prima strofa di Stille Nacht, i "nemici" scozzesi rispondono con la cornamusa. Basta poco perché i soldati escano dalle trincee, accompagnati dalle truppe francesi, per incontrarsi sul terreno di guerra. Un po' di cibo, foto e ricordi danno al nemico un volto e una storia.  L'umanizzarsi del nemico grida l'assurdità della guerra e fa di questo film un inno sobrio e commovente alla pace.
mymovies [it]
rogerebert [en]
cinopsis [fr]
filmup [it]

11'09"01 [2002 - 11 x 11 min]

Undici registi di diverse nazionalità, culture, e stili espressivi, interpretano la tragedia dell’11 settembre in altrettanti cortometraggi di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma. Puo' essere un ottimo supporto per incominciare una serie di cineforum con un gruppo, aprendo alla diversità culturale. Alcuni cortometraggi sono molto marcati ideologicamente, altri un po' deliranti, si consiglia quindi di scegliere 4 o 5 autori. Per esempio:
Samira Makhmalbaf - Iran
Danis Tanovic’ - Bosnia-Herzegovina
Idrissa Ouedraogo - Burkina Faso
Sean Penn - USA
ed eventualmente
Amos Gitaï - Israele (da mostrare all'inizio)

Una Storia Vera [The Straight Story - 1999 - 112 min]

Tratto da un fatto realmente accaduto, il film racconta la storia dell’anziano Alvin Straight che parte per un viaggio insolito per andare a trovare il fratello, vittima di un infarto, con cui non si parlano da anni a causa di un banale litigio.
Il desiderio della riconciliazione diventa un bisogno pressante: nonostante l'età e i problemi di salute, il protagonista farà 500 km con l’unico mezzo a sua disposizione, un tosaerba a motore.  Piccoli e grandi incontri punteggiano questo road movie dandogli un particolare spessore umano.
Oltre far riflettere sulla vecchiaia e sull'unità della famiglia, il film ci fa rivivere quel cammino interiore  che il protagonista deve fare per perdonare e farsi perdonare dal fratello.